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Altri Sutta

Questa sezione presenta traduzioni italiane di sutta (sutra) conservati nei canoni buddhisti cinese e tibetano. Questi testi rappresentano un patrimonio inestimabile e complementare al Canone Pāli. Il loro studio comparativo non mira a stabilire quale sia il canone “più autentico”, ma ad apprezzare la ricca e polifonica tradizione del Buddhismo indiano dei primi secoli, mostrando come gli insegnamenti del Buddha siano stati tramandati, organizzati e interpretati da diverse comunità monastiche.

Canone Cinese

Il Canone buddhista cinese (cinese Dàzàngjīng 大藏經, “Grande deposito di scritture”) è la raccolta canonica utilizzata dalle scuole del Buddhismo dell’Asia orientale (Cina, Corea, Giappone, Vietnam). È composto da migliaia di testi tradotti principalmente dal sanscrito, dal pāli e da altre lingue dell’India antica, a partire dal II secolo d.C. La versione più diffusa e studiata è il Taishō Tripiṭaka (edizione giapponese del XX secolo), che raccoglie oltre 2.000 opere.

I Quattro Āgama

Una raccolta di testi fondamentali del buddhismo diffusi in Cina, Giappone, Corea e Vietnam. È anche noto come Daizō kyō (in giapponese) ed è una delle principali raccolte canoniche insieme al Canone pāli e a quello tibetano.

Dharmaguptaka Abhidharma
L’ Abhidharma della scuola Dharmaguptaka in traduzione cinese.

舍利弗阿毘曇論 Śāriputrābhidharma (L’Insegnamento Superiore di Śāriputra)

Traduzioni di Sutta Specifici

Canone Tibetano

Il Canone Buddista Tibetano è l’insieme dei testi sacri del Buddhismo Tibetano, diviso in due grandi raccolte: il Kangyur (le parole tradotte del Buddha, 98 volumi) e il Tengyur (i commentari tradotti, 224 volumi). Contiene gli insegnamenti del Buddha e i commentari dei maestri, ed è una delle principali raccolte canoniche, accanto al Canone Pali e a quello Cinese. Le due parti principali: 
– Kangyur (bKa’-‘gyur): Letteralmente “traduzione delle parole”, contiene i discorsi attribuiti al Buddha Shakyamuni.
– Tengyur (bsTan-‘gyur): “Traduzione dei commentari”, raccoglie commentari, trattati e insegnamenti.

Kangyur

Upāyikā

Testi in Sanscrito

Arthaviniścaya

L’Arthaviniścaya (in sanscrito, che significa “Determinare con precisione i significati” o “Raccogliere i significati”) è un importante sūtra buddhista che funge da conciso compendio di dottrine Abhidharma. Insegnato dal Buddha, il testo presenta una spiegazione strutturata di ventisette categorie fondamentali (come gli skandha, gli āyatana, l’origine dipendente e el Quattro Nobili Verità) che devono essere investigate e comprese per progredire sul percorso verso l’illuminazione. La sua importanza è sottolineata da un commentario dettagliato ma accessibile, il Nibandhana, scritto dal monaco Vīryaśrīdatta nell’VIII secolo, che chiarisce i punti difficili e collega i temi del sūtra ad altri testi buddhisti fondamentali come il Tesoro dell’Abhidharma di Vasubandhu.

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Mahākarmavibhaṅga

Il Mahākarmavibhaṅga, o “Grande analisi delle azioni”, è un testo di Abhidharma in sanscrito basato su manoscritti provenienti dal Nepal; esso include numerose citazioni tratte da discorsi antichi, tra cui il Dhammapada.

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