Questo sūtra è parallelo a MN 26 e a MĀ 204.
***
1. Ho udito questo detto dal Bhagavān: “Monaci, dovreste sapere: ci sono due ricerche; non ve n’è una terza. Quali due? Sono la nobile ricerca e l’ignobile ricerca. Cos’è chiamata l’ignobile ricerca? Qualcuno che è soggetto alla vecchiaia cerca ciò che è soggetto alla vecchiaia. Essendo soggetto alla malattia, cerca ciò che è soggetto alla malattia. Essendo soggetto alla morte, cerca ciò che è soggetto alla morte. Essendo soggetto al dolore, cerca ciò che è soggetto al dolore. Essendo soggetto alla contaminazione, cerca ciò che è soggetto alla contaminazione.
2. “Cos’è soggetto alla vecchiaia? Ciò si riferisce a moglie e figli, servitori, lavoratori, elefanti e cavalli, bovini e ovini, polli e maiali, terra e casa, oro e argento, e proprietà e grano. Queste sono chiamate cose soggette alla vecchiaia. Così, ciò che è soggetto alla vecchiaia è la radice della sofferenza di nascita e morte degli esseri senzienti. Le persone comuni e stolte custodiscono queste cose; ne sono contaminate, le bramano, ne sono ossessionate e vi si aggrappano. Come conseguenza di ciò, non sono capaci di liberarsi da nascita e morte, perciò sono chiamate cose soggette alla vecchiaia.
3. “Cos’è soggetto alla malattia? Ciò si riferisce a moglie e figli, servitori, lavoratori… Come conseguenza di ciò, non sono capaci di liberarsi da nascita e morte. Perciò, sono chiamate cose soggette alla malattia.
4. “Cos’è soggetto alla morte? Ciò si riferisce a moglie e figli, servitori, lavoratori… Come conseguenza di ciò, non sono capaci di liberarsi da nascita e morte. Perciò, sono chiamate cose soggette alla morte.
5. “Cos’è soggetto al dolore? Ciò si riferisce a moglie e figli, servitori, lavoratori… Come conseguenza di ciò, non sono capaci di liberarsi da nascita e morte. Perciò, sono chiamate cose soggette al dolore.
6. “Cos’è soggetto alla contaminazione? Ciò si riferisce a moglie e figli, servitori, lavoratori, elefanti e cavalli, bovini e ovini, polli e maiali, terra e casa, oro e argento, e proprietà e grano. Queste sono chiamate cose soggette alla contaminazione. Così, ciò che è soggetto alla contaminazione è la radice della sofferenza di nascita e morte degli esseri senzienti. Le persone comuni e stolte custodiscono queste cose; ne sono contaminate, le bramano, ne sono ossessionate e vi si aggrappano. Come conseguenza di ciò, non sono capaci di liberarsi da nascita e morte. Perciò, sono chiamate cose soggette alla contaminazione.
7. “Se qualcuno si diletta nel cercare queste cose, dovreste sapere che questa è chiamata l’ignobile ricerca. Tale ricerca non è mai approvata o lodata dal Tathāgata; egli incoraggia solo [altri] a conoscerla e abbandonarla. Per quale ragione tale ignobile ricerca non è mai approvata o lodata dal Tathāgata, ed egli incoraggia solo [altri] a conoscerla e abbandonarla? Come risultato di questa ricerca ci sono insegnamenti ignobili che non sono capaci di condurre alla salvezza, non sono diretti al nirvāṇa, non portano al disincanto e alla liberazione [dal desiderio], non portano alla cessazione e alla tranquillità, non fanno conseguire la saggezza profonda, non realizzano il completo risveglio, e non fanno conseguire il nirvāṇa. Come risultato di questa ricerca, viene prodotto tutto ciò che è soggetto a nascita, vecchiaia, malattia, morte, dolore, lamento, afflizione, sofferenza e vessazioni. Perciò, tale ignobile ricerca non è mai approvata o lodata dal Tathāgata; egli incoraggia solo [altri] a conoscerla e abbandonarla.
8. “Cos’è chiamata la nobile ricerca? Qualcuno che è soggetto alla vecchiaia e sa riconoscere: ‘Io sono soggetto alla vecchiaia’. Conoscendo la sventura dell’essere soggetto alla vecchiaia così com’è realmente, cerca l’ultima, senza età, e insuperabile sicurezza del nirvāṇa.
9. “Essendo soggetto alla malattia, sa riconoscere: ‘Io sono soggetto alla malattia’. Conoscendo la sventura dell’essere soggetto alla malattia così com’è realmente, cerca l’ultima, salutare, e insuperabile sicurezza del nirvāṇa.
10. “Essendo soggetto alla morte, sa riconoscere: ‘Io sono soggetto alla morte’. Conoscendo la sventura dell’essere soggetto alla malattia così com’è realmente, cerca l’ultima, senza morte, e insuperabile sicurezza del nirvāṇa.
11. “Essendo soggetto al dolore, è capace di riconoscere: ‘Io sono soggetto al dolore’. Conoscendo la sventura dell’essere soggetto alla malattia così com’è realmente, cerca l’ultima, senza dolore, e insuperabile sicurezza del nirvāṇa.
12. “Essendo soggetto alla contaminazione, è capace di riconoscere: ‘Io sono soggetto alla contaminazione’. Conoscendo la sventura dell’essere soggetto alla malattia così com’è realmente, cerca l’ultima, senza contaminazione, e insuperabile sicurezza del nirvāṇa. Questa è chiamata la nobile ricerca.
13. “Tale ricerca è approvata e lodata da tutti i Tathāgata. Per quale ragione tale nobile ricerca è approvata e lodata da tutti i Tathāgata? Come risultato di questa ricerca, c’è il nobile insegnamento che è capace di condurre alla salvezza per sempre, capace di dirigersi verso il nirvāṇa, capace di condurre al disincanto e alla liberazione [dal desiderio], capace di condurre alla cessazione e alla tranquillità, capace di far conseguire la saggezza profonda, capace di realizzare il completo risveglio, e capace di far conseguire il nirvāṇa. Come risultato di questa ricerca, tutto ciò che è soggetto a nascita, vecchiaia, malattia, morte, dolore, lamento, afflizione, sofferenza e vessazioni può essere trasceso. Perciò, tale nobile ricerca è approvata e lodata da tutti i Tathāgata.
14. “Queste sono chiamate le due ricerche. Non ve n’è una terza. Perciò, dovreste esercitarvi in questo modo: ‘Come potrò stare lontano da tale ignobile ricerca e coltivare tale nobile ricerca?’ Voi monaci dovreste così esercitarvi.”
15. Il Bhagavān quindi ribadì il suo significato, pronunciando questi versi:
“Tutti i tipi di esseri senzienti
Hanno due tipi di ricerca;
Non ne hanno una terza:
La nobile e l’ignobile.
Non conoscendo la sventura della vecchiaia,
Malattia, morte, dolore e contaminazione,
La ricerca di profondi attaccamenti
È chiamata ricerca ignobile.
Essa moltiplica i molti dolori,
E non c’è mai tempo per la salvezza.
Vanno di nascita in nascita
Verso destini a volte alti, a volte bassi.
Conoscendo bene le sventure della vecchiaia,
Malattia, morte, dolore e contaminazione,
La ricerca della loro pacifica cessazione
È chiamata la vera e nobile ricerca.
Essa diminuisce i molti dolori
E rapidamente realizza il nirvāṇa
Che è per sempre sicuro, chiaro e raffreddato,
E sempre privo di contaminanti e timore.
Quell’ignobile ricerca
È criticata dai Buddha
Come la radice di nascita e morte.
La persona saggia se ne allontana.
Questa vera e nobile ricerca
È lodata dai Buddha
Come il sentiero diretto al nirvāṇa.
La persona saggia dovrebbe coltivarla.”
Traduzione in inglese dalla versione cinese di Charles D. Patton. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.
Sezione: Altri Sutta