Monaci, quali sono i quattro assorbimenti meditativi?
In questo caso, monaci, un monaco, completamente separato dai desideri sensuali, separato da stati mentali dannosi e non salutari, caratterizzato da pensiero diretto (vitakka), riflessione sostenuta (vicara), e dalla gioia e felicità nate dal distacco, dimora avendo raggiunto il primo assorbimento.
Con il quietarsi del pensiero diretto e della riflessione sostenuta, [egli accede] alla chiarezza interiore e all’unificazione della mente, privo di pensiero diretto, privo di riflessione sostenuta, caratterizzato dalla gioia e felicità nate dalla concentrazione, e dimora avendo raggiunto il secondo assorbimento.
Con il dissolversi della gioia, egli dimora equanime, consapevole e presente mentalmente, e sperimenta la felicità con il corpo. Riguardo a questo stato i Nobili dichiarano: “Colui che è equanime e presente mentalmente dimora nella beatitudine”. Così egli dimora avendo raggiunto il terzo assorbimento.
Abbandonando il piacere e abbandonando il dolore, e con la precedente scomparsa della gioia e della tristezza, egli dimora in uno stato oltre il dolore e il piacere, caratterizzato dalla completa purezza della presenza mentale e dell’equanimità, avendo così raggiunto il quarto assorbimento.
Questi, monaci, sono i quattro assorbimenti meditativi.
Traduzione in inglese dalla versione sanscrita di Ānandajoti Bhikkhu, 2016, basato sull’edizione di N. H. Samtani in Arthaviniścaya-sūtra & commentario (Nibandhana) (Patna, 1971). Tradotto in italiano da Enzo Alfano.
Testo: Arthaviniścaya
Sezione: Altri sutta