“Questa è la Nobile Verità della sofferenza”: così, prestando attenzione in modo appropriato, nacque l’occhio, nacque la conoscenza, nacque la saggezza, nacque la comprensione.
Monaci, riguardo a quei fenomeni mai ascoltati prima in me: “Questa è la sofferenza”; “Questa è l’origine della sofferenza”; “Questa è la cessazione della sofferenza”; “Questo è il sentiero che conduce alla cessazione della sofferenza”: prestando attenzione in modo appropriato, nacque l’occhio, nacque la conoscenza, nacque la saggezza, nacque la comprensione.
Monaci, riguardo a quei fenomeni mai ascoltati prima in me: “Questa Nobile Verità della sofferenza deve essere pienamente compresa”: prestando attenzione in modo appropriato, nacque l’occhio, nacque la conoscenza, nacque la saggezza, nacque la comprensione.
Monaci, riguardo a quei fenomeni mai ascoltati prima in me: “Questa Nobile Verità dell’origine della sofferenza deve essere abbandonata”: prestando attenzione in modo appropriato, nacque l’occhio, nacque la conoscenza, nacque la saggezza, nacque la comprensione.
Monaci, riguardo a quei fenomeni mai ascoltati prima in me: “Questa Nobile Verità della cessazione della sofferenza deve essere realizzata”: prestando attenzione in modo appropriato, nacque l’occhio, nacque la conoscenza, nacque la saggezza, nacque la comprensione.
Monaci, riguardo a quei fenomeni mai ascoltati prima in me: “Questa Nobile Verità del sentiero che conduce alla cessazione della sofferenza deve essere coltivata”: prestando attenzione in modo appropriato, nacque l’occhio, nacque la conoscenza, nacque la saggezza, nacque la comprensione.
Monaci, riguardo a quei fenomeni mai ascoltati prima in me: “Questa Nobile Verità della sofferenza è stata da me pienamente compresa”: prestando attenzione in modo appropriato, nacque l’occhio, nacque la conoscenza, nacque la saggezza, nacque la comprensione.
Monaci, riguardo a quei fenomeni mai ascoltati prima in me: “Questa Nobile Verità dell’origine della sofferenza è stata da me abbandonata”: prestando attenzione in modo appropriato, nacque l’occhio, nacque la conoscenza, nacque la saggezza, nacque la comprensione.
Monaci, riguardo a quei fenomeni mai ascoltati prima in me: “Questa Nobile Verità della cessazione della sofferenza è stata da me realizzata”: prestando attenzione in modo appropriato, nacque l’occhio, nacque la conoscenza, nacque la saggezza, nacque la comprensione.
Monaci, riguardo a quei fenomeni mai ascoltati prima in me: “Questa Nobile Verità del sentiero che conduce alla cessazione della sofferenza è stata da me coltivata”: prestando attenzione in modo appropriato, nacque l’occhio, nacque la conoscenza, nacque la saggezza, nacque la comprensione.
Monaci, finché in me, riguardo a queste Nobili Quattro Verità, non si era verificata questa triplice rotazione e questo duplice aspetto in dodici modi, non ho riconosciuto di aver conseguito la perfetta e completa Illuminazione Suprema nel mondo con i suoi dèi, con i suoi Māra, con i suoi Brahmā, tra gli esseri degli asceti e brahmani, con i suoi dèi e umani, essendo libero, emancipato, non associato, completamente liberato e libero da ciò che è errato.
Monaci, quando in me, riguardo a queste Nobili Quattro Verità, si è verificata questa triplice rotazione e questo duplice aspetto in dodici modi, e nacque l’occhio, nacque la conoscenza, nacque la saggezza, nacque la comprensione, allora ho riconosciuto di aver conseguito la perfetta e completa Illuminazione Suprema nel mondo con i suoi dèi, con i suoi Māra, con i suoi Brahmā, tra gli esseri degli asceti e brahmani, con i suoi dèi e umani, essendo libero, emancipato, non associato, completamente liberato e libero da ciò che è errato.
Quando questa esposizione del Dharma fu pronunciata, il venerabile Kauṇḍinya e gli ottantamila dèi generarono l’occhio del Dharma, senza polvere e senza macchia.
Allora il Beato si rivolse al venerabile Kauṇḍinya: “Kauṇḍinya, hai compreso?”. “Beato, ho compreso”. “Kauṇḍinya, hai compreso? Hai compreso?”. “Sugata, ho compreso. Ho compreso”.
Poiché il venerabile Kauṇḍinya aveva compreso il Dharma, per questo motivo il venerabile Kauṇḍinya ricevette il nome di “Ajñātakauṇḍinya” (Kauṇḍinya che ha compreso).
Allora il venerabile Kauṇḍinya, avendo compreso il Dharma, proclamò: “Amici, il Beato a Benares, nel Santuario dei Saggi, nel bosco delle antilopi, ha fatto girare la Ruota del Dharma, nella sua triplice rotazione e duplice aspetto in dodici modi, la Ruota del Dharma conforme al Dharma, che non può essere fatta girare in modo conforme al Dharma nel mondo da alcun asceta, brahmano, deva, Māra, Brahmā. Per il bene di molti esseri, per la felicità di molti esseri, per compassione verso il mondo, per il beneficio, il bene e la felicità di dèi e umani. Così, il regno degli dèi è aumentato e il regno degli asura è diminuito.”
Gli spiriti della terra, avendo udito questa voce, la fecero risuonare fino agli dèi celesti, ai quattro Re Celesti, ai trentatré dèi, agli Yāma, ai Tuṣita, ai Nirmāṇarati, ai Paranirmitavaśavartin, e in un istante, in un attimo, in un batter d’occhi, in un momento, in un batter d’occhi, la voce si propagò fino al mondo di Brahmā.
Anche gli dèi di Brahmā proclamarono: “Amici, il Beato a Benares, nel Santuario dei Saggi, nel bosco delle antilopi, ha fatto girare la Ruota del Dharma, nella sua triplice rotazione e nel suo duplice aspetto in dodici modi, la Ruota del Dharma conforme al Dharma, che non può essere fatta girare in modo conforme al Dharma nel mondo da alcun asceta, brahmano, deva, Māra, Brahmā. Per il bene di molti esseri, per la felicità di molti esseri, per compassione verso il mondo, per il beneficio, il bene e la felicità di dèi e umani. Così, il regno degli dèi è aumentato e il regno degli asura è diminuito.”
Poiché il Beato a Benares, nel Santuario dei Saggi, nel bosco delle antilopi, fece girare la Ruota del Dharma, nella sua triplice rotazione e nel suo duplice aspetto in dodici modi, la Ruota del Dharma conforme al Dharma, per questo motivo questa esposizione del Dharma ricevette il nome di “Rotazione della Ruota del Dharma”.
Il Sūtra della Ruota del Dharma è completato.
Testo Degé Kangyur proveniente dalla biblioteca tibetana e himalayana. Tradotto in italiano dal tibetano con l’IA.
Sezione: Altri Sutta