Omaggio alle Tre Gioie.
Così ho udito. Una volta il Beato soggiornava nella città di Vaiśālī, nella grande foresta, presso la dimora a più piani sulle rive dello stagno delle scimmie. In quel periodo, molti mercanti di Vaiśālī, che si stavano preparando a partire per la città di Pāṭaliputra per affari, udirono: “Il Beato, giunto da Rājagṛha alla grande foresta di Vaiśālī, soggiorna nella dimora a più piani sulle rive dello stagno delle scimmie a Vaiśālī”. Dopo aver udito ciò, riunendosi in gruppi sempre più numerosi, uscirono da Vaiśālī e si recarono là dove si trovava il Beato. Giunti, si prostrarono ai piedi del Beato e si sedettero da un lato. Il Beato istruì, esortò, incitò e rallegrò quei numerosi mercanti di Vaiśālī seduti da un lato con un discorso sul Dharma. Dopo averli istruiti, esortati, incitati e rallegrati con numerosi discorsi sul Dharma, rimase in silenzio.
Allora quei numerosi mercanti di Vaiśālī si alzarono dai loro posti, posero i loro mantelli su una spalla, e con le mani giunte in segno di rispetto verso il Beato, dissero: “Venerabile, noi numerosi mercanti di Vaiśālī siamo pronti per andare a Pāṭaliputra per i nostri affari. Il Beato potrebbe concederci un segno di protezione insieme alla comunità dei monaci?” Il Beato, rimanendo in silenzio verso quei numerosi mercanti di Vaiśālī, concesse il permesso. Allora quei numerosi mercanti di Vaiśālī, sapendo che il Beato aveva concesso il permesso con il silenzio, lodarono e si rallegrarono delle parole del Beato, e dopo essersi prostrati ai piedi del Beato, si congedarono.
Poi quei numerosi mercanti di Vaiśālī, dopo aver preparato durante quella stessa notte cibi e bevande puri e squisiti, si alzarono all’alba, prepararono i posti a sedere, sistemarono l’acqua [per lavarsi], e invitarono il Beato: “Venerabile, è stato preparato il segno di protezione, ora è il momento opportuno. Il Beato lo consideri come il momento opportuno”. Quindi il Beato, al mattino, indossò le vesti e prese la ciotola, e accompagnato dalla moltitudine di monaci che lo precedeva, seguito dall’assemblea dei monaci, si recò nel luogo dove si erano preparati quei numerosi mercanti di Vaiśālī. Giunto, si sedette sul seggio preparato al centro dell’assemblea dei monaci.
Allora quei numerosi mercanti di Vaiśālī si prostrarono ai piedi del Beato e si sedettero da un lato. Il Beato disse loro: “Mercanti, se, mentre siete nella foresta, nascesse in voi paura, terrore o orrore, in quel momento dovreste così ricordare me: ‘Il Beato è un Tathāgata, Arhat, perfettamente e completamente illuminato, dotato di conoscenza e condotta, Sugata, conoscitore del mondo, domatore supremo di coloro che devono essere domati, maestro di dèi ed umani, un Buddha, Beato’. Se, mercanti, in quel momento voi così ricorderete me, allora quella paura, terrore o orrore che era sorta scomparirà.
Se non ricorderete me, allora dovreste così ricordare il Dharma: ‘Il Dharma del Beato è ben proclamato, chiaramente visibile, senza tempo, invitante [a venire e vedere], pertinente, realizzato personalmente dai saggi’. Se, mercanti, in quel momento voi così ricorderete il Dharma, allora quella paura, terrore o orrore che era sorta scomparirà.
Se non ricorderete il Dharma, allora dovreste così ricordare la comunità dei monaci discepoli del Beato: ‘La comunità dei discepoli del Beato è ben inserita, rettamente inserita, con rettitudine inserita, appropriatamente inserita, inserita nella pratica che segue il Dharma, segue il retto sentiero. Vi sono coloro che sono entrati nella comunità per realizzare il frutto della corrente, vi sono coloro che sono nella corrente; vi sono coloro che sono entrati nella comunità per realizzare il frutto del ritornare una sola volta, vi sono coloro che ritornano una sola volta; vi sono coloro che sono entrati nella comunità per realizzare il frutto del non ritorno, vi sono coloro che non ritornano; vi sono coloro che sono entrati nella comunità per realizzare il frutto dell’Arhat, vi sono gli Arhat. Questi sono i quattro tipi di coppie e gli otto tipi di individui. La comunità dei discepoli del Beato è dotata di perfetta disciplina, perfetta concentrazione, perfetta saggezza, perfetta liberazione, perfetta conoscenza e visione della liberazione, è degna di offerte, degna di doni, degna di saluti, degna di riverenza, è il campo di meriti insuperabile per il mondo’. Se, mercanti, in quel momento voi così ricorderete la comunità, allora quella paura, terrore o orrore che era sorta scomparirà.
Mercanti, in passato, quando gli dèi e gli asura erano in guerra, Śakra, il re degli dèi, disse ai Trentatré dèi: ‘Amici, se voi, mentre combattete con gli asura, provate paura, terrore o orrore, allora ricordate il mio stendardo supremo vittorioso. Se in quel momento ricorderete il mio stendardo supremo vittorioso, quella paura, terrore o orrore che era sorta scomparirà.
Se non ricorderete il mio stendardo, allora ricordate lo stendardo supremo del figlio degli dèi, Pāpman (il potente). Se in quel momento ricorderete lo stendardo supremo del figlio degli dèi, Pāpman, quella paura, terrore o orrore che era sorta scomparirà.
Se non ricorderete lo stendardo del figlio degli dèi, Pāpman, allora ricordate lo stendardo supremo del figlio degli dèi, Varuṇa. Se in quel momento ricorderete lo stendardo supremo del figlio degli dèi, Varuṇa, quella paura, terrore o orrore che era sorta scomparirà’.
Allo stesso modo, mercanti, se voi, mentre siete nella foresta, provate paura, terrore o orrore, allora in quel momento così ricordate me: ‘Il Beato è un Tathāgata, Arhat, perfettamente e completamente illuminato, dotato di conoscenza e condotta, Sugata, conoscitore del mondo, domatore supremo di coloro che devono essere domati, maestro di dèi e umani, un Buddha, Beato’. Se, mercanti, in quel momento voi così ricorderete me, allora quella paura, terrore o orrore che era sorta scomparirà.
Se non ricorderete me, allora dovreste così ricordare il Dharma… [ripetizione] … Se non ricorderete il Dharma, allora dovreste così ricordare la comunità dei monaci discepoli del Beato… Se in quel momento voi così ricorderete la comunità, allora quella paura, terrore o orrore che era sorta scomparirà.”
Allora quei numerosi mercanti di Vaiśālī, sapendo che il Buddha, il Beato, e la comunità dei monaci erano seduti [per il pasto], con le loro stesse mani servirono e offrirono a sazietà cibi e bevande puri e squisiti. Dopo aver servito e saziato con numerosi cibi e bevande puri e squisiti con le proprie mani, e sapendo che il Beato aveva terminato il pasto e aveva ritirato la mano dalla ciotola, presero posti molto bassi e si sedettero davanti al Beato per ascoltare il Dharma.
Allora il Beato, in relazione a quell’offerta dei numerosi mercanti di Vaiśālī, pronunciò questi versi di approvazione:
“Mercanti, con cibi e bevande,
Avendo ben servito la comunità dei monaci,
Quale saggio compie questo,
Che proclama questa offerta benaugurante?
Poiché voi, mercanti, avete offerto, Possa lo scopo che desiderate felicemente Essere per sempre stabilito per voi. Possano i vostri due piedi essere felici, Possano le vostre membra essere felici, Possa il vostro viaggio essere felice, Possa il ritorno essere felice. Felice la notte, felice il giorno, Felice a mezzogiorno, Possa tutto per voi essere felice, Possa nessuna sventura accadervi. Come quando il campo è eccellente, E il seme è eccellente, Se la pioggia è eccellente, Il raccolto diventa eccellente. Come quando non c’è danno, eccellente, La nascita è eccellente, La crescita è eccellente, Il raccolto diventa eccellente, Allo stesso modo, con l’eccellenza della disciplina, Avendo dato cibi eccellenti, Avendo fatto questo per l’eccellenza, Si ottiene l’eccellenza. Perciò, desiderando l’eccellenza, Coloro che cercano l’eccellenza, Se si affidano all’eccellenza della saggezza, Ottengono l’eccellenza. Perciò, nel Buddha Supremo, Nel Dharma e nella Comunità, Generando fede stabile, La mente diventa eccellente. Avendo ottenuto una mente eccellente, In colui dotato di conoscenza e condotta, Compiendo azioni virtuose, Questa è l’azione dell’eccellenza. Se si conosce correttamente il mondo, Si ottiene l’eccellenza della visione. Se la visione e la conoscenza sono eccellenti, La mente diventa eccellente. Avendo distrutto tutte le impurità, Si ottiene l’eccellenza del Nirvāṇa. Colui che pone fine alla sofferenza, Il suo scopo è l’eccellenza.”
Quindi il Beato istruì, esortò, incitò e rallegrò quei numerosi mercanti di Vaiśālī con un discorso sul Dharma. Dopo averli istruiti, esortati, incitati e rallegrati con numerosi discorsi sul Dharma, si alzò dal seggio e se ne andò.
Il Grande Sutra dello Stendardo Supremo è completo.
Tradotto e revisionato dai maestri indiani Jinamitra e Prajñāvarman, e dal traduttore dello Zhu-chen, il monaco Yeshé Dé, e da altri, e stabilito definitivamente.
Testo Degé Kangyur proveniente dalla biblioteca tibetana e himalayana. Tradotto in italiano dal tibetano con l’IA.
Sezione: Altri Sutta