I grandi re che parlano in questo modo predicano veramente il Dharma in base a ciò che è stato insegnato, non mi attribuiscono false accuse, non parlano in modo vago. Parlano come è stato detto, predicano il Dharma conforme al Dharma. Davanti a loro, colui che, dopo aver discusso seguendo il dibattito conforme al Dharma, arriva al punto di deridere, non diverrà dimora del Dharma. O grandi re, perché mai? Perché io ho conseguito la perfetta e completa Illuminazione Suprema.
Il saggio Gautama così parlò in questo sūtra.
Il saggio Gautama: “Non ho fiducia in me stesso?”
Perché? O Gautama, ci sono anziani, vecchi asceti e brahmani, come: il perfetto Protettore, il figlio del dio oscuro che tutto percorre, il figlio della figlia di Colui che desidera parlare, il pieno vittorioso, l’imbattuto dalla chioma arricciata, il figlio di Katya, il senza vesti, il figlio del parente. Se costoro non sono ancora ascesi alla perfetta e completa Illuminazione Suprema, allora il saggio Gautama, essendo appena nato e ha appena abbandonato la vita mondana, cosa può pretendere di vedere?
O grandi re, non dovete discriminare questi quattro giovani, non dovete opprimerli. Quali quattro? O grandi re, non discriminate il giovane di nascita regale, non opprimete il giovane. O grandi re, non discriminate il giovane (nobile) incarnato (nirmāṇakāya), non opprimetelo. O grandi re, non discriminate il giovane fuoco minuto, non opprimetelo. O grandi re, non discriminate il giovane monaco, non opprimetelo. Perché? Perché anche se è un giovane monaco, può diventare un arhat dotato di grandi poteri e miracoli.
Così parlò il Beato. Dopo che il Sugata ebbe così parlato, il Maestro pronunciò anche queste parole:
Colui che è dotato di un lignaggio regale senza pari,
E che possiede una nobile discendenza rinomata,
L’uomo saggio, anche se è giovane,
Non lo discrimina né lo opprime.
Il re, saggio per nascita regale,
Avendo ottenuto il governo del regno,
Esiste una condanna a morte,
Per questo prova grande angoscia per lui.
Così, proteggendo la propria vita
E badando al proprio interesse,
Non lo discrimina,
Anzi, lo custodisce con cura.
Se anche in un luogo isolato o in una foresta,
Ovunque si veda un’incarnazione (nirmāṇakāya),
Il saggio, anche se è giovane,
Non lo discrimina né lo opprime.
Così, quando l’incarnazione viaggia,
Tra le varie classi (casta),
Se coglie l’occasione, anche se è giovane,
Non esita a manifestarsi come uomo o donna.
In tal modo, proteggendo la propria vita
E badando al proprio interesse,
Non lo discrimina,
Anzi, lo custodisce con cura.
Il fuoco, che ha molte fiamme, che divora,
Che possiede una scia di fumo,
Anche se piccolo, non viene discriminato,
E dal saggio non viene oppresso.
Con l’alimentazione, il fuoco,
Da piccolo che era, diventa grande.
Con la sua lingua di fiamma ardente,
Rapidamente brucia villaggi e città.
Perciò, proteggendo la propria vita,
Non lo discrimina,
E, badando bene al proprio interesse,
Lo custodisce con cura.
Il fuoco che possiede una scia di fumo,
Dopo aver bruciato una foresta piena,
Con il passare dei giorni e delle notti,
Per alcuni, l’erba mai più ricresce.
Colui che, dopo aver trovato un monaco virtuoso,
Gli toglie la vita,
Per lui non ci saranno figli, né parenti,
Né alcuna eredità;
Come la cima di una palma, in breve tempo,
Verrà privata anche della discendenza.
Perciò, proteggendo la propria vita,
Non deve essere discriminato.
Badando bene al proprio interesse,
Deve essere custodito con cura.
Il re, dotato di un aspetto nobile,
E allo stesso modo il servitore e il fuoco,
E quel monaco virtuoso,
Dal saggio non devono essere oppressi.
Perciò, proteggendo la propria vita,
Non deve essere discriminato.
Badando bene al proprio interesse,
Deve essere abbandonato.
Quindi il re del Kosala, Prasenajit, dopo aver lodato e apprezzato ciò che il Beato aveva detto, si inchinò ai piedi del Beato e si ritirò alla presenza del Beato.
Il Sūtra dell’Esempio del Giovane è completato.
Testo Degé Kangyur proveniente dalla biblioteca tibetana e himalayana. Tradotto in italiano dal tibetano con l’IA.
Sezione: Altri Sutta