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Mkv 7: Mahākarmavibhaṅga VII

Questo passaggio appartiene alla sezione del Karmavibhaṅga che analizza i frutti karmici delle azioni. Qui si elencano le cause che portano a rinascere con poco nome, cioè con una cattiva reputazione o scarsa fama (alpeśākhyasaṁvartanīyam). Questa struttura riflette la visione buddhista secondo cui la reputazione è un riflesso delle qualità interiori e delle azioni compiute verso gli altri. Chi semina disprezzo, invidia e ostacolo raccoglie disprezzo e oscurità; chi semina rispetto, gioia per il bene altrui e incoraggiamento raccoglie onore e buona fama.

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Qual è il karma che porta a poco nome [a una cattiva reputazione]? È stato detto:
L’invidia. L’avarizia. Il non rallegrarsi del guadagno altrui. Il non rallegrarsi quando si parla bene di altri. Il disprezzo verso i genitori. Il disprezzo verso i nobili virtuosi. Così pure verso gli altri malati, giovani e anziani. Il parlare bene di ciò che è vile, privo di Dharma, senza radici di bene. L’impedire la nascita del pensiero di illuminazione [bodhicitta]. L’approvazione di ciò. Questo è il karma che porta a poco nome.

Basato sull’edizione di Sylvain Lévi in ​​Mahākarmavibhaṅga et Karmavibhaṅgopadeśa, Parigi 1932, pp. 21–105. Cfr. anche N. Kudo: The Karmavibhaṅga. Transliterations and Annotations of the Original Sanskrit Manuscripts from Nepal, Tokyo 2004 (Bibliotheca Philologica et Philosophica Buddhica, 7). Tradotto dal sanscrito con l’IA, revisionato da Enzo Alfano.

Testo: Mahākarmavibhaṅga