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MN 14: Cūḷadukkhakkhandhasutta – Il Discorso Breve sulla Massa di Sofferenza

Un laico è perplesso dal fatto che, nonostante la lunga pratica, abbia ancora pensieri avidi o ostili. Il Buddha spiega l’importanza della meditazione di assorbimento per lasciare andare tali attaccamenti. Ma critica anche l’auto-mortificazione, e racconta un precedente dialogo con asceti Jainisti.

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Così ho udito. In una occasione il Beato dimorava tra i Sakya, a Kapilavatthu, nel Parco dei Banyan. Allora Mahānāma il Sakya si avvicinò al Beato, gli rese omaggio e si sedette da parte. Quando fu seduto da parte, Mahānāma disse al Beato: “Bhante, da lungo tempo ho compreso il Dhamma insegnato dal Beato in questo modo: ‘L’avidità è una macchia della mente, l’odio è una macchia della mente, l’illusione è una macchia della mente.’ Bhante, è così che comprendo il Dhamma insegnato dal Beato: ‘L’avidità è una macchia della mente, l’odio è una macchia della mente, l’illusione è una macchia della mente.’ Ma talvolta la mia mente è sopraffatta dalla natura dell’avidità, dalla natura dell’odio e dalla natura dell’illusione. Bhante, mi sorge il pensiero: ‘Quale fenomeno non è stato abbandonato interiormente da me, a causa del quale la mia mente talvolta è sopraffatta dalla natura dell’avidità, dalla natura dell’odio e dalla natura dell’illusione?'”

“Mahānāma, c’è un fenomeno che non è stato abbandonato interiormente da te, a causa del quale la tua mente talvolta è sopraffatta dalla natura dell’avidità, dalla natura dell’odio e dalla natura dell’illusione. Mahānāma, se quel fenomeno fosse stato abbandonato interiormente da te, non vivresti una vita domestica e non ti abbandoneresti ai piaceri sensuali. Mahānāma, poiché quel fenomeno non è stato abbandonato interiormente da te, vivi ancora una vita domestica e ti abbandoni ancora ai piaceri sensuali.”

“‘I piaceri sensuali hanno poco appagamento – portano molta sofferenza e molta angoscia; lo svantaggio qui è maggiore.’ Mahānāma, anche se un discepolo dei nobili ha veramente visto bene questo con retta saggezza, se non raggiunge l’estasi e la felicità separate dai piaceri sensuali e dai fenomeni malsani, o qualcosa di più pacifico di quello, allora non si distoglie dai piaceri sensuali. Mahānāma, quando un discepolo dei nobili ha veramente visto bene con retta saggezza che ‘i piaceri sensuali hanno poco appagamento – portano molta sofferenza e molta angoscia; lo svantaggio qui è maggiore’, e raggiunge l’estasi e la felicità separate dai piaceri sensuali e dai fenomeni malsani o qualcosa di più pacifico di quello, allora si distoglie dai piaceri sensuali.”

“Mahānāma, prima del mio Risveglio, quando ero ancora un Bodhisatta non risvegliato, vidi veramente bene con retta saggezza che ‘i piaceri sensuali hanno poco appagamento – portano molta sofferenza e molta angoscia; lo svantaggio qui è maggiore.’ Tuttavia, non raggiunsi l’estasi e la felicità separate dai piaceri sensuali e dai fenomeni malsani o qualcosa di più pacifico di quello, quindi non mi distolsi dai piaceri sensuali. Ma, Mahānāma, quando vidi veramente bene con retta saggezza che ‘i piaceri sensuali hanno poco appagamento – portano molta sofferenza e molta angoscia; lo svantaggio qui è maggiore’, e raggiunsi l’estasi e la felicità separate dai piaceri sensuali e dai fenomeni malsani o qualcosa di più pacifico di quello, allora mi distolsi dai piaceri sensuali.”

“Mahānāma, qual è l’appagamento in relazione ai piaceri sensuali? Il Buddha espone poi l’appagamento e il pericolo in relazione ai piaceri sensuali esattamente come nel MN13 Mahādukkhakkhandha Sutta …questo è un pericolo futuro in relazione ai piaceri sensuali: la massa di sofferenza che è causata dai piaceri sensuali, ha origine nei piaceri sensuali, è la conseguenza dei piaceri sensuali – la cui causa è proprio i piaceri sensuali.”

“Mahānāma, una volta dimoravo a Rājagaha, sul Picco dell’Avvoltoio. In quella occasione molti Nigaṇṭha si trovavano sul Pendio di Isigili, sulla Roccia Nera, praticando la sosta continua e rifiutandosi di sedersi; provavano un dolore acuto, penetrante, aspro e amaro. Allora, Mahānāma, uscii dal ritiro la sera e mi avvicinai a quei Nigaṇṭha sul Pendio di Isigili sulla Roccia Nera, e dissi loro: ‘Venerabili, perché voi Nigaṇṭha praticate la sosta continua e vi rifiutate di sedervi, così che provate un dolore acuto, penetrante, aspro e amaro?’ Mahānāma, quando questo fu detto, quei Nigaṇṭha mi dissero: ‘Venerabile, Nigaṇṭha Nātaputta conosce tutto e vede tutto, e afferma di avere conoscenza e visione assolute: “Che io cammini o stia in piedi, dorma o sia sveglio, ho stabilito una conoscenza e una visione continue e costanti.” Egli dice: “Nigaṇṭha, avete compiuto karma dannoso in passato; potete eroderlo con questa austera ascesi. Se ora siete trattenuti da corpo, parola e mente, allora non compirete alcun karma dannoso in futuro; quando il vostro vecchio karma è stato distrutto dal calore spirituale e non compite alcun nuovo karma, allora non ci sarà alcun ulteriore effetto in futuro; senza ulteriore effetto in futuro, c’è l’eliminazione del karma; con l’eliminazione del karma, c’è l’eliminazione della sofferenza; con l’eliminazione della sofferenza, c’è l’eliminazione delle sensazioni; con l’eliminazione delle sensazioni, tutta la sofferenza sarà consumata.” Questo è ciò che approviamo e accettiamo, e ne siamo soddisfatti.'”

“Mahānāma, quando questo fu detto, dissi a quei Nigaṇṭha: ‘Venerabili Nigaṇṭha, sapete cosa avete o non avete fatto in passato?’ ‘No, Venerabile.’ ‘Venerabili Nigaṇṭha, sapete se avete precedentemente compiuto karma dannoso o no?’ ‘No, Venerabile.’ ‘Venerabili Nigaṇṭha, sapete che tipo di karma dannoso avete compiuto?’ ‘No, Venerabile.’ ‘Venerabili Nigaṇṭha, sapete quanta sofferenza è stata erosa, quanta resta da erodere, e quando tutta sarà erosa?’ ‘No, Venerabile.’ ‘Venerabili Nigaṇṭha, conoscete l’abbandono immediato dei fenomeni malsani e l’assunzione dei fenomeni salutari?’ ‘No, Venerabile.'”

“‘Venerabili Nigaṇṭha, sembra che voi non sappiate cosa avete o non avete fatto in passato; non sappiate se avete precedentemente compiuto karma dannoso o no; non sappiate che tipo di karma dannoso avete compiuto; non sappiate quanta sofferenza è stata erosa, quanta resta da erodere, e quando tutta sarà erosa; e non sappiate l’abbandono immediato dei fenomeni malsani e l’assunzione dei fenomeni salutari. Stando così le cose, Venerabili Nigaṇṭha, quando assassini con le mani insanguinate che hanno compiuto azioni crudeli rinascono tra gli esseri umani, essi prendono i voti tra i Nigaṇṭha.’ ‘Venerabile Gotama, la felicità non si ottiene attraverso il piacere, la felicità si ottiene attraverso il dolore. Gotama, se la felicità potesse essere ottenuta attraverso il piacere, allora il re Seniya Bimbasāra di Māgadha otterrebbe la felicità e vivrebbe con più felicità del Venerabile Gotama.'”

“‘Certamente i Nigaṇṭha parlarono precipitosamente e senza considerazione quando dissero: “Venerabile Gotama, la felicità non si ottiene attraverso il piacere, la felicità si ottiene attraverso il dolore. Gotama, se la felicità potesse essere ottenuta attraverso il piacere, allora il re Seniya Bimbisāra di Māgadha otterrebbe la felicità e vivrebbe con più felicità del Venerabile Gotama.” Ma io porrò una contro-domanda: chi vive con più felicità – il re Seniya Bimbisāra di Māgadha, o il Venerabile Gotama?’ ‘Gotama, certamente parlammo precipitosamente e senza considerazione quando dicemmo: “Venerabile Gotama, la felicità non si ottiene attraverso il piacere, la felicità si ottiene attraverso il dolore. Gotama, se la felicità potesse essere ottenuta attraverso il piacere, allora il re Seniya Bimbisāra di Māgadha otterrebbe la felicità e vivrebbe con più felicità del Venerabile Gotama.” Lasciamo dunque da parte questo, e ora chiederemo al Venerabile Gotama: “Chi vive con più felicità – il re Seniya Bimbisāra di Māgadha, o il Venerabile Gotama?”‘”

“‘Pertanto, Nigaṇṭha, vi porrò una contro-domanda; rispondete come vi pare. Che ne pensate, Nigaṇṭha? Il re Seniya Bimbisāra di Māgadha è in grado, senza muovere il corpo né pronunciare una parola, di vivere per sette giorni provando pura felicità?’ ‘No, Venerabile.'”

“‘Che ne pensate, Nigaṇṭha? Il re Seniya Bimbisāra di Māgadha è in grado, senza muovere il corpo né pronunciare una parola, di vivere per sei giorni… cinque giorni… quattro giorni… tre giorni… due giorni… un giorno provando pura felicità?’ ‘No, Venerabile.'”

“‘Venerabili Nigaṇṭha, io sono in grado, senza muovere il corpo né pronunciare una parola, di vivere per un giorno… due giorni… tre giorni… quattro giorni… cinque giorni… sei giorni… sette giorni provando pura felicità. Che ne pensate, Nigaṇṭha? Stando così le cose, chi vive con più felicità – il re Seniya Bimbisāra di Māgadha, o io?’ ‘Stando così le cose, il Venerabile Gotama vive con più felicità del re Seniya Bimbisāra di Māgadha.'”

Questo è ciò che il Beato disse. Soddisfatto, Mahānāma si rallegrò delle parole del Beato.

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Suddhāso Bhikkhu, (2018). Tradotto in italiano da Enzo Alfano.

Testo: Majjhima Nikaya