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MN 15: Anumānasutta – Ammonizione

Il venerabile Moggallāna solleva il tema dell’ammonizione, senza la quale una comunità sana non è possibile. Egli elenca una serie di qualità che incoraggeranno gli altri a ritenere che valga la pena ammonire in modo costruttivo.

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Così ho udito. Una volta il venerabile Mahā-Moggallāna soggiornava tra i Bhagga, sulla collina del Coccodrillo, nel parco dei cervi presso il Bosco di Bhesakalā. Là il Venerabile Mahā-Moggallāna si rivolse ai monaci: “Venerabili monaci!” “Venerabile signore,” quei monaci risposero al Venerabile Mahā-Moggallāna. Il Venerabile Mahā-Moggallāna così disse:

“Venerabili, se un monaco dà l’invito: ‘Che i Venerabili mi ammoniscano, io devo essere ammonito dai Venerabili,’ ma è difficile da ammonire e ha tratti che lo rendono difficile da ammonire, se è intollerante e non accetta gli insegnamenti con rispetto, allora i suoi compagni nella vita spirituale lo considerano qualcuno che non deve essere ammonito, istruito o di cui fidarsi.

“Venerabili, quali tratti rendono una persona difficile da ammonire? Venerabili, in questo caso un monaco ha desideri dannosi, è sotto il potere di desideri dannosi. Venerabili, se un monaco ha desideri dannosi ed è sotto il potere di desideri dannosi, allora questo è un tratto che lo rende difficile da ammonire.

“Inoltre, Venerabili, c’è un monaco che loda se stesso e sminuisce gli altri… che è arrabbiato e sopraffatto dalla rabbia… che è arrabbiato e risentito a causa di quella rabbia… che è arrabbiato e ostinato a causa di quella rabbia… che è arrabbiato e pronuncia parole al limite della rabbia… che, quando criticato, rifiuta la critica… che, quando criticato, insulta chi lo critica … che, quando criticato, risponde con critiche a colui che lo critica… che, quando criticato, devia il discorso, parla di cose non pertinenti e manifesta rabbia, odio e rancore… che, quando criticato, non dà ascolto al consiglio… che denigra ed è malevolo… che è invidioso e avaro… che è fraudolento e ingannevole… che è ostinato e presuntuoso… che tiene strette le proprie opinioni e le abbandona con difficoltà. Venerabili, se un monaco tiene strette le proprie opinioni e le abbandona con difficoltà, allora questo è un tratto che lo rende difficile da ammonire.

“Venerabili, questi sono i tratti che rendono una persona difficile da ammonire.

“Venerabili, anche se un monaco non dà l’invito: ‘Che i Venerabili mi ammoniscano, io devo essere ammonito dai Venerabili,’ se è facile da ammonire e ha tratti che lo rendono facile da ammonire, se è tollerante e accetta gli insegnamenti con rispetto, allora i suoi compagni nella vita spirituale lo considerano qualcuno da ammonire, istruire e di cui fidarsi.

“Venerabili, quali tratti rendono una persona facile da ammonire? Venerabili, in questo caso un monaco non ha desideri dannosi e non è sotto il potere di desideri dannosi… non loda se stesso né sminuisce gli altri… non è arrabbiato né sopraffatto dalla rabbia… non è arrabbiato né risentito a causa di quella rabbia… non è arrabbiato né ostinato a causa di quella rabbia… non è arrabbiato né pronuncia parole al limite della rabbia… quando criticato, non rifiuta la critica… quando criticato, non insulta chi lo critica… quando criticato, non risponde con critiche a colui che lo critica… quando criticato, non devia il discorso, non parla di cose non pertinenti né manifesta rabbia, odio e rancore… quando criticato, dà ascolto al consiglio… non denigra e non è malevolo… non è invidioso né avaro… non è fraudolento né ingannevole… non è ostinato né presuntuoso… non tiene strette le proprie opinioni e le abbandona facilmente. Venerabili, se un monaco non tiene strette le proprie opinioni e le abbandona facilmente, questo è un tratto che lo rende facile da ammonire.

“Venerabili, questi sono i tratti che rendono una persona facile da ammonire.

“Venerabili, un monaco deve inferire su se stesso in questo modo: ‘Una persona che ha desideri dannosi ed è sotto il potere di desideri dannosi è sgradita a me e non mi piace; se io ho desideri dannosi e sono sotto il potere di desideri dannosi, allora sarò sgradito agli altri e non piacerò loro.’ Venerabili, sapendo questo, un monaco deve stabilire il pensiero: ‘Non avrò desideri dannosi e non sarò sotto il potere di desideri dannosi.’

“‘Una persona che loda se stessa e critica gli altri… tiene strette le proprie opinioni e le abbandona con difficoltà è sgradita a me e non mi piace; se io tengo strette le mie opinioni e le abbandono con difficoltà, sarò sgradito agli altri e non piacerò loro.’ Venerabili, sapendo questo, un monaco deve stabilire il pensiero: ‘Non terrò strette le mie opinioni e le abbandonerò facilmente.’

“Venerabili, un monaco deve esaminare se stesso in questo modo: ‘Ho desideri dannosi, sono sotto il potere di desideri dannosi?’ Venerabili, se esaminando se stesso un monaco sa: ‘Ho desideri dannosi, sono sotto il potere di desideri dannosi,’ allora quel monaco deve fare uno sforzo per abbandonare quel tratto dannoso e malsano. Tuttavia, venerabili, se esaminando se stesso un monaco sa: ‘Non ho desideri dannosi, non sono sotto il potere di desideri dannosi,’ allora quel monaco deve vivere con estasi e letizia, esercitandosi giorno e notte in accordo con fenomeni salutari.

“Inoltre, Venerabili, un monaco deve esaminare se stesso in questo modo: ‘Lodo me stesso e sminuisco gli altri?’ … ‘Tengo strette le mie opinioni e le abbandono con difficoltà?’ Venerabili, se esaminando se stesso un monaco sa: ‘Tengo strette le mie opinioni e le abbandono con difficoltà,’ allora quel monaco deve fare uno sforzo per abbandonare quel tratto dannoso e malsano. Tuttavia, venerabili, se esaminando se stesso un monaco sa: ‘Non tengo strette le mie opinioni e le abbandono facilmente,’ allora quel monaco deve vivere con estasi e letizia, allenandosi giorno e notte in accordo con fenomeni salutari.

“Venerabili, se esaminando se stesso un monaco vede che non tutti questi tratti dannosi e malsani sono stati abbandonati da lui, allora quel monaco deve fare uno sforzo per abbandonare tutti questi tratti dannosi e malsani. Tuttavia, venerabili, se esaminando se stesso un monaco vede che tutti questi tratti dannosi e malsani sono stati abbandonati da lui, allora quel monaco deve vivere con estasi e letizia, allenandosi giorno e notte in accordo con fenomeni salutari.

“Venerabili, è proprio come se ci fosse una persona, in età giovanile e amante della bellezza. Esaminando il riflesso del proprio volto in uno specchio pulito o in una pozza d’acqua limpida, se vede un granello di sporco o una macchia lì, fa uno sforzo per rimuovere quello sporco o quella macchia; e se non vede alcuno sporco o macchia, è soddisfatta e pensa: ‘È meraviglioso che io sia completamente puro!’ Allo stesso modo, Venerabili, se esaminando se stesso un monaco vede che non tutti questi tratti dannosi e malsani sono stati abbandonati da lui, allora quel monaco deve fare uno sforzo per abbandonare tutti questi tratti dannosi e malsani. Tuttavia, venerabili, se esaminando se stesso un monaco vede che tutti questi tratti dannosi e malsani sono stati abbandonati da lui, allora quel monaco deve vivere con estasi e letizia, allenandosi giorno e notte in accordo con fenomeni salutari.”

Questo è ciò che il Venerabile Mahā-Moggallāna disse. Soddisfatti, quei monaci si rallegrarono delle parole del Venerabile Mahā-Moggallāna.

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Suddhāso Bhikkhu, (2018). Tradotto in italiano da Enzo Alfano.

Testo: Majjhima Nikaya