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Milindapañha: Libro III – Capitolo V

L’esistenza del Buddha

Il re disse: “Avete voi visto il Buddha, Nagasena?”
“No, Sire.”
“Allora i vostri maestri hanno visto il Buddha?”
“No, Sire.”

“Allora, venerabile Nagasena, non vi è Buddha!”
“Grande re, avete voi visto il fiume Uha nelle montagne dell’Himalaya?”
“No, venerabile.”
“Allora lo ha visto vostro padre?”
“No, venerabile.”

“Allora, Maestà, non esiste tale fiume?”
“Esiste invece. Anche se mio padre ed io non l’abbiamo visto, tuttavia esso esiste.”
“Proprio così, grande re, anche se né io né i miei maestri abbiamo visto il Beato, è esistito una simile persona.”

“Molto bene, Nagasena.”

Il Buddha è al di sopra di tutto

Il re disse: “Il Buddha è al di sopra di tutto, Nagasena?”
“Sì, è incomparabile.”

“Ma come sapete che al di sopra di tutto se non l’avete mai visto?”
“Ora cosa pensate, o re? Coloro che non hanno mai visto l’oceano potrebbero affermare: “Il possente oceano è profondo, immenso, misterioso. In esso affluiscono i cinque grandi fiumi – il Gange, il Jumma, l’Akiravati, il Sarabhu ed il Mahi – e malgrado questo non sembra mai più vuoto o più pieno!”?”
“Sì, potrebbero affermarlo.”
“Proprio così, grande re, quando penso ai grandi discepoli che sono trapassati allora so che il Buddha è incomparabile.”

“Molto bene, Nagasena.”

Sapere dell’incomparabilità del Buddha

Il re disse: “E’ possibile, Nagasena, per gli altri sapere che il Buddha è incomparabile?”
“Sì.”
“E come?”
“Molto, molto tempo fa, o re, c’era un maestro di scrittura, chiamato il venerabile Tissa, e da quando è morto sono trascorsi parecchi anni. Come possono le persone conoscerlo?”
“Dai suoi scritti, venerabile.”
“Proprio così, grande re, chi vede il Dhamma, vede il Beato perché il Dhamma è stato da lui esposto.”

“Molto bene, Nagasena.”

Il Dhamma

Il re disse: “Avete voi visto il Dhamma, Nagasena?”
“Noi discepoli, o re, pratichiamo durante la vita innanzi agli occhi del Buddha e sotto il suo insegnamento.”
“Molto bene, Nagasena.”

Rinascita senza trasmigrazione

Il re disse: “Dove non vi è trasmigrazione ci può essere rinascita, Nagasena?”
“Sì, o re.”

“Ma come può esservi? Datemi un esempio.”
“Immaginate un uomo, o re, che accenda una lampada da un’altra lampada, può essere che la prima trasmigri da, o nella seconda?”
“Certo che no.”
“Proprio così, grande re, vi è rinascita senza trasmigrazione.”

“Datemi un altro esempio.”
“Vi ricordate, grande re, di aver imparato, quando eravate un ragazzo, qualche verso o altro dal vostro maestro?”
“Sì, mi ricordo.”
“Allora quel verso trasmigrò dal vostro maestro?”
“Certo che no.”
“Proprio così, grande re, vi è rinascita senza trasmigrazione.”

“Molto bene, Nagasena.”

L’anima

Il re chiese: “Venerabile Nagasena, l’anima esiste?”
“Secondo la realtà assoluta, o re, l’anima non esiste.”

“Molto bene, Nagasena.”

Non si è liberi dalle azioni malvagie

Il re disse: “Nagasena, c’è un essere che trasmigra da un corpo all’altro?”
“No.”
“Allora se non vi è nessuno che trasmigra da un corpo all’altro, si è liberi dalle azioni malvagie?”
“Sì, se non si rinascesse, ma se si rinasce allora no.”

“Datemi un esempio.”
“Immaginate, o re, che un uomo rubasse dei manghi ad un altro, sarebbe un reato degno di essere punito?”
“Sì.”
“Ma poiché questi manghi che quell’uomo ha rubato non sono gli stessi che l’altro ha piantato, perché deve essere punito?”
“Perché quelli rubati sono il frutto di quei manghi che furono piantati.”
“Proprio così, o re, è attraverso le azioni che si fanno con questo nome-e-forma, belle o brutte, che si rinasce in un altro nome-e-forma, perciò non si è completamente liberi dalle azioni malvagie .”

“Molto bene, Nagasena.”

Le azione compiute

Il re disse: “Quando le azioni sono compiute, Nagasena, da un nome-e-forma, cosa succede a quelle azioni?”
“Le azioni lo seguono, o re, come un’ombra che non lo lascia mai.”
“Si possono indicare quelle azioni, dicendo: “Quelle azioni sono qui oppure là.”
“No.”

“Datemi un esempio.”
“Ora cosa pensate, o re? Si possono indicare i frutti che un albero non ha ancora prodotto, dicendo: “Eccoli qui, oppure là.”?”
“Certo che no, venerabile.”
“Proprio così, grande re, finché la continuità vitale non è recisa, è impossibile indicare le azioni compiute.”

“Molto bene, Nagasena.”

Chi rinasce sa di rinascere

Il re disse: “Chi è in procinto di rinascere, Nagasena, sa di rinascere?”
“Sì, o re.”

“Datemi un esempio.”
“Immaginate, o re, un contadino che piantasse dei semi in un terreno, e che vi fosse pioggia abbondante, saprebbe che vi sarà un raccolto?”
“Sì.”
“Proprio così, grande re, chi è in procinto di rinascere sa di rinascere.”

“Molto bene, Nagasena.”

Una persona come il Buddha

Il re disse: “Esiste una persona simile al Buddha, Nagasena?”
“Sì.”
“Lo si può indicare come essere che è qui o là, Nagasena?”
“Il Beato, o re, è trapassato in quel genere di trapasso in cui nulla rimane per formare un altro essere. Non è possibile indicare il Beato come essere che è qui o là.”

“Datemi un esempio.”
“Ora cosa pensate, o re? Quando la fiamma di un grande fuoco ardente è estinta, è possibile indicare la fiamma e dire che è qui o là?”
“No, venerabile. Quella fiamma è cessata, è svanita.”
“Proprio così, grande re, il Beato è trapassato in quel genere di trapasso in cui nulla rimane per formare un altro essere. Il Beato è giunto alla fine e non può essere indicato come se egli fosse qui o là. Ma lo si può indicare nel corpo della sua dottrina, o re. Perché la dottrina fu predicata dal Beato.”

“Molto bene, Nagasena.”

Qui finisce il Quinto Capitolo.

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di T. W. Rhys Davids. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.