Così ho udito. Una volta, il Beato soggiornava nel Boschetto di Jeta, nel parco di Anāthapiṇḍada, a Śrāvastī.
In quell’occasione, il Bhagavān si rivolse ai monaci: «Quando una persona appare nel mondo, aumenta la durata della vita degli esseri senzienti e rende le loro carnagioni più luminose, la loro salute più vigorosa, la loro felicità insuperabile e le loro voci più dolci. Chi è questa persona? È il Tathāgata, l’Arhat e il Perfettamente Risvegliato. Egli è quella persona che appare nel mondo e aumenta la durata della vita degli esseri senzienti e rende le loro carnagioni più luminose, la loro salute più vigorosa, la loro felicità insuperabile e le loro voci più dolci.
«Perciò, monaci, concentrate sempre e unificate la vostra mente nel ricordare il Buddha. Così, monaci, dovete esercitarvi».
Quando i monaci udirono ciò che il Buddha insegnò, gioirono e approvarono.
Verso Riassuntivo
Due sull’assenza di orgoglio, sul ricordare la generosità,
Due sul donare, l’avaro e l’instancabile,
I meriti del donare, Māra il Malvagio,
Le cattive rinascite e una persona.
Traduzione in inglese dalla versione cinese dell’Ekottarika Āgama di Charles Patton. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.
Testo: Ekottarika Āgama