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念 EA 10.3: Ricordare la Generosità

Così ho udito. Una volta, il Beato soggiornava nel Boschetto di Jeta, nel parco di Anāthapiṇḍada, a Śrāvastī.

In quell’occasione, il Bhagavān si rivolse ai monaci: «Come si dovrebbero esaminare i donatori e coloro che elargiscono offerte?»

I monaci dissero al Bhagavān: «Il Bhagavān è il re degli insegnamenti! Ti preghiamo, Bhagavān, di insegnare ai monaci il significato di ciò. Dopo averlo ascoltato, i monaci lo approveranno».

Il Bhagavān allora disse ai monaci: «Ascoltate attentamente e riflettete bene. Vi spiegherò il significato di ciò».

Essi risposero: «Sì, Bhagavān!». I monaci allora accolsero l’insegnamento dal Bhagavān.

Il Bhagavān disse loro: «Un donatore o un offerente dovrebbe essere rispettoso come un figlio devoto che sostiene e aiuta i propri genitori. Accrescendo i cinque aggregati, egli manifesta vari scopi in questa terra di Jambudvīpa. Esaminate la capacità di un donatore di realizzare i precetti umani, l’apprendimento, la samādhi e la saggezza. Monaci, molti sono i benefici dei Tre Gioielli quando non vi sono ostacoli per coloro che possono darvi abiti, pasti, arredi, alloggio e medicine per le malattie.

«Perciò, monaci, si dovrebbero avere pensieri di benevolenza verso un donatore. Non dimenticate mai i piccoli favori, per non parlare di quelli grandi. Siate sempre gentili con quei donatori e insegnate loro la condotta pura nel corpo, nella parola e nel pensiero, che non può essere stimata né delimitata. La benevolenza nell’azione fisica, la benevolenza nell’azione verbale e la benevolenza nell’azione mentale fanno sì che i doni offerti dai donatori non siano mai infruttuosi. Essi otterranno grandi frutti, conseguiranno grande fortuna e possederanno grande fama, udita in tutto il mondo e che ha il sapore del Dharma, la dolce rugiada. Così, monaci, dovete esercitarvi».

Il Bhagavān allora pronunciò questi versi:

«La generosità consegue grandi ricchezze,
e realizza anche i propri desideri.
Né il re né i banditi
possono portartele via.

La generosità ottiene lo stato regale
in una stirpe di nobili re che girano la ruota.
Essere colmi dei sette tesori
è il risultato della generosità passata.

La generosità consegue un corpo divino,
ornato di una corona di vari gioielli
e che vaga con un harem di donne.
Questa è la ricompensa della generosità passata.

Un donatore diventa Śakra, il Signore degli Dei.
L’autorità di quel re degli dèi è abbondante,
ed egli è adornato di mille occhi.
Questa è la ricompensa della generosità passata.

La generosità consegue il sentiero del Buddha.
Dotato dei trentadue segni,
egli volge l’insuperata ruota del Dharma.
Questa è la ricompensa della generosità passata».

Quando i monaci udirono ciò che il Buddha insegnò, gioirono e approvarono.

Traduzione in inglese dalla versione cinese dell’Ekottarika Āgama di Charles Patton. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.

Testo: Ekottarika Āgama