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SN 22.99: Gaddulabaddha Sutta – Un guinzaglio

A Sāvatthī.
“Monaci, la trasmigrazione non ha un inizio conosciuto. Non si conosce un inizio sugli esseri senzienti che errano e trasmigrano, ostacolati dall’ignoranza e incatenati dal desiderio.

Arriverà un tempo in cui l’oceano prosciugherà ed evaporerà e non esisterà più. Ma, vi dico, non ci sarà fine alla sofferenza per gli esseri senzienti che errano e trasmigrano, ostacolati dall’ignoranza e incatenati dal desiderio.

Arriverà un tempo in cui Sineru, il re delle montagne, verrà bruciato e distrutto, e non esisterà più. Ma, vi dico, non ci sarà fine alla sofferenza per gli esseri senzienti che errano e trasmigrano, ostacolati dall’ignoranza e incatenati dal desiderio.

Arriverà un tempo in cui la grande terra sarà bruciata e distrutta e non esisterà più. Ma, vi dico, non ci sarà fine alla sofferenza per gli esseri senzienti che errano e trasmigrano, ostacolati dall’ignoranza e incatenati dal desiderio.

Immaginate un cane legato con un guinzaglio ad un robusto palo o pilastro. Continuerebbe a correre e girare intorno a quel palo o pilastro.

Allo stesso modo, una persona comune non istruita non ha conosciuto i nobili, e non è né esperta né pratica il Dhamma dei nobili. Non ha conosciuto i saggi e non è né esperta né pratica il Dhamma dei saggi. Considera la forma … la sensazione … la percezione … le formazioni mentali … la coscienza come il Sé, il Sé come avente coscienza, la coscienza nel Sé o il Sé nella coscienza.
Continua ad essere incatenata alla forma, alla sensazione, alla percezione, alle formazioni mentale e alla coscienza. In questo modo, non è liberata dalla forma, dalla sensazione, dalla percezione, dalle formazioni mentali e dalla coscienza. Non è liberata dalla rinascita, dalla vecchiaia e dalla morte, dal dolore, dal lamento, dalla pena, dalla tristezza e dall’angoscia. Non è liberata dalla sofferenza, io dico.

Mentre, un nobile istruito discepolo ha conosciuto i nobili, ed è esperto e pratica il Dhamma dei nobili. Ha conosciuto i saggi ed è esperto e pratica il Dhamma dei saggi. Non considera la forma … la sensazione … la percezione … le formazioni mentali … la coscienza come il Sé, il Sé come avente coscienza, la coscienza nel Sé o il Sé nella coscienza. Non continua a essere incatenato alla forma, alla sensazione, alla percezione, alle formazioni mentale e alla coscienza. In questo modo, è liberato dalla forma, dalla sensazione, dalla percezione, dalle formazioni mentali e dalla coscienza. E’ liberato dalla rinascita, dalla vecchiaia e dalla morte, dal dolore, dal lamento, dalla pena, dalla tristezza e dall’angoscia. E’ liberato dalla sofferenza, io dico.”

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Bhikkhu Sujato, 2018. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.