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Pv 3.3: Sāṇavāsītherapetavatthu – Il monaco dal Monte Sanuvasi

Un tempo c’era un arahant di nome Potthapada che viveva nella città di Kundi, sul monte Sanuvasi. Possedeva molte buone qualità.

Sua madre, suo padre e suo fratello dopo la morte rinacquero nel mondo degli spiriti per aver compiuto delle cattive azioni nel mondo umano. Erano sempre affaticati, magri e nudi. Provavano molto dolore come se fossero trafitti da aghi. Erano sempre spaventati e non si mostravano.

Tuttavia, un giorno il fratello si rivelò a Potthapada con una forma da animale. Potthapada gli passò davanti senza dire nulla. Lo spirito gli disse:

Spettro:
Sono tuo fratello e sono rinato nel mondo degli spiriti. Tua madre e tuo padre sono anche loro rinati in questo mondo. Abbiamo compiuto delle cattive azioni perciò adesso soffriamo in questo mondo. Siamo sempre affaticati, magri e nudi. Siamo sempre spaventati e non ci mostriamo mai.
Tu sei colmo di compassione, Bhante. Abbi pietà di noi. Per favore fai delle offerte e dedicaci il relativo merito. Questo è l’unico modo per essere felici.

Potthapada e altri dodici monaci, dopo la questua, si riunirono nello stesso luogo per condividere i loro pasti.

Potthapada:
Datemi il cibo che avete raccolto. Voglio offrirlo alla comunità dei monaci per compassione dei miei parenti defunti.

I monaci diedero il loro cibo a Potthapada. Il Bhante offrì il cibo al Sangha e dedicò il merito a sua madre, a suo padre e a suo fratello dicendo: “Questo merito va ai miei parenti defunti. Possano i miei parenti essere felici.”
Immediatamente il merito che aveva condiviso prese la forma di un riso ben preparato e di buona qualità e di altro cibo. Quindi il fratello apparve al monaco con un aspetto sano, fresco e felice, e disse:

Fratello:
Bhante, abbiamo molto cibo da mangiare. Ma siamo ancora nudi. Per favore, fai qualcosa in modo da avere dei vestiti.

Potthapada Bhante raccolse delle stoffa e fece una veste, poi la offrì al Sangha dicendo: “Che questo merito sia per i miei parenti defunti. Possano i miei parenti essere felici.”
Immediatamente il merito che aveva condiviso prese la forma di bei vestiti. Il fratello apparve di nuovo davanti al monaco vestito con abiti eleganti e disse:

Ci sono più vestiti qui che nel regno del re Nanda, fatti di seta e lana, lino e cotone. Ce ne sono così tanti che pendono dal cielo. Possiamo indossare tutti i vestiti che vogliamo. Ma siamo ancora senza dimora, per favore trova un modo per noi di avere una dimora.

Potthapada costruì una capanna di foglie e la donò al Sangha. Dopo averla offerta, dedicò il merito dicendo: “Che questo merito sia per i miei parenti defunti. Che i miei parenti siano felici.”
Immediatamente il merito che aveva condiviso prese la forma di un grande palazzo.
Il fratello apparve di nuovo a lui e disse:

Fratello:
Il palazzo che abbiamo adesso non si trova da nessuna parte nel mondo umano, è una dimora degna di una deva. Il palazzo risplende in tutte le direzioni. Ma Bhante, abbiamo ancora sete. Per favore, trova un modo per procurarci dell’acqua da bere.

Potthapada riempì un recipiente d’acqua e lo offrì al Sangha dicendo: “Che questo merito sia per i miei parenti. Che i miei parenti siano felici.”
Il merito che condivise divenne immediatamente uno stagno di loto per la famiglia. Questi stagni avevano acqua limpida, belle sponde ed erano pieni di dolce fragranza. L’acqua era fresca e coperta di loti, ninfee e petali di loto.
I parenti del monaco fecero il bagno, bevvero e si godettero l’acqua. Poi apparvero di nuovo davanti a Potthapada dicendo:

Parenti:
Bhante, ora abbiamo molta acqua, ma i nostri piedi sono secchi e screpolati. Dobbiamo camminare a piedi nudi sulla ghiaia e su altri oggetti appuntiti. Per favore, trova un modo per farci avere qualcosa per camminare.

Il monaco anziano trovò dei sandali e li offrì al Sangha dicendo: “Che questo merito sia per i miei parenti defunti. Che i miei parenti siano felici.” Il merito andò immediatamente ai parenti sotto forma di un carro. I parenti si avvicinarono al monaco con il loro carro e dissero:

Ci hai mostrato compassione, Bhante. Ci hai aiutato ad avere cibo da mangiare, vestiti, case, acqua da bere e veicoli su cui viaggiare. Siamo qui ora per rendere omaggio al compassionevole Potthapada.

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli del Ven. Kiribathgoda Gnanananda Thera, Stories of Ghosts from the Petavatthu © 2018 Mahamegha Publications. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.