“Quale karma conduce a una scarsa saggezza? È stato detto: in questo caso qualcuno non interroga gli altri — i sapienti, gli śramaṇa, i brāhmaṇa — chiedendo: ‘Qual è il dharma? Che cosa, compiendo il dharma, porta al bene?’ Al contrario, frequenta gli stolti, evita i sapienti, divulga il falso dharma, disprezza il vero dharma, ostacola la fiducia (vaiśāradya) di coloro che espongono il vero dharma, non dà approvazione con dedizione a coloro che espongono il vero dharma, dà approvazione a coloro che espongono il falso dharma, loda la falsa visione, disprezza la retta visione; parimenti, ostacola i mezzi di sussistenza di coloro che copiano e recitano i libri.
E nel sūtra è detto: ‘Conduce alla follia…’ — così fa. E muore confuso, e diventa di scarsa saggezza. Come è detto nel Nandikasūtra: i trentacinque pericoli devono essere applicati al caso dell’ubriachezza da liquori e bevande inebrianti. Non ha rispetto per il Buddha, non ha rispetto per il dharma e per il saṅgha. A questo proposito va applicato il Sūtra degli Śākya. E quando il Bhagavān giunse a Kapilavastu, colui che beveva liquori inebrianti, a causa di quei difetti, non si avvicinò mai al Bhagavān. Inviato dal Bhagavān con quattro sthavira, andò e fu istruito, e morì. Uno Śākya chiese: ‘Bhagavān, qual è la sua destinazione?’ Il Bhagavān disse: ‘Anche costoro, Śākya, comprendano il senso di ciò che ho detto’ — così va applicato il sūtra. Come nel caso del monaco chiamato Cūḍapanthaka, che viveva a Rājagṛha: dal Bhagavān gli fu indicata una strofa, ma egli, trascorsa la stagione delle piogge, non fu in grado di comprenderla. I monaci, presi da meraviglia, chiesero: ‘Bhagavān, per il frutto di quale karma costui è di scarsa saggezza?’ Il Bhagavān disse: ‘Quando il Buddha Kāśyapa, il Perfettamente Risvegliato, era entrato nel parinirvāṇa, costui era un monaco della foresta, conoscitore dei tre piṭaka. E poiché i monaci non compivano l’omaggio al Buddha, la parola del Buddha andò perduta. Quei monaci andarono presso di lui e dissero: “La parola del Buddha è andata perduta per noi; impartisci anche a noi un insegnamento.” Ma egli, a causa dell’avarizia, non impartì loro l’insegnamento. Così quella dottrina andò perduta. Per il frutto di quel karma costui è di scarsa saggezza. Questo karma conduce a una scarsa saggezza.”
Basato sull’edizione di Sylvain Lévi in Mahākarmavibhaṅga et Karmavibhaṅgopadeśa, Parigi 1932, pp. 21–105. Cfr. anche N. Kudo: The Karmavibhaṅga. Transliterations and Annotations of the Original Sanskrit Manuscripts from Nepal, Tokyo 2004 (Bibliotheca Philologica et Philosophica Buddhica, 7). Tradotto dal sanscrito con l’IA, revisionato da Enzo Alfano.
Testo: Mahākarmavibhaṅga