“È stato detto che questo karma conduca a scarsi godimenti: il prendere ciò che non è dato, l’indurre altri a prendere ciò che non è dato, il parlare di furti, l’approvare ciò, il privare i genitori dei mezzi di sussistenza, così come il privare dei mezzi di sussistenza altri esseri malati, giovani, vecchi e miseri, il non essere contenti del guadagno altrui, l’ostacolare il guadagno altrui e il rallegrarsi della carestia. Questo karma conduce a scarsi godimenti.”
Basato sull’edizione di Sylvain Lévi in Mahākarmavibhaṅga et Karmavibhaṅgopadeśa, Parigi 1932, pp. 21–105. Cfr. anche N. Kudo: The Karmavibhaṅga. Transliterations and Annotations of the Original Sanskrit Manuscripts from Nepal, Tokyo 2004 (Bibliotheca Philologica et Philosophica Buddhica, 7). Tradotto dal sanscrito con l’IA, revisionato da Enzo Alfano.
Testo: Mahākarmavibhaṅga