Punto controverso: Chi ha raggiunto i Jhāna attraverso l’elemento-terra, ecc. la conoscenza di ciò che si vede è alterata.
Commentario: È convinzione degli Andhaka che quando qualcuno ha indotto i Jhana mediante il processo [auto-ipnotizzante] di fissare lo sguardo su [una porzione di] terra e di essere cosciente della terra, il contenuto della coscienza diventa diverso dalla terra [sebbene lo sguardo sia ancora fisso su di essa], la sua conoscenza può essere definita alterata, vedendo una cosa, vale a dire la terra fisica, ed essendo cosciente di qualcos’altro, vale a dire, il concetto o la percezione. La posizione dei Theravada è la precisazione del significato di “terra”. Può significare la qualità ultima di estensione, la terra fisica (letteralmente, strutturale), un concetto o una percezione, un deva [natura]. L’unica vera alterazione della conoscenza è vedere la permanenza, la persistenza nell’impermanente. Nei Jhana non c’è allucinazione o illusione, eccetera, propriamente detta.
Theravāda: Se la vostra tesi è giusta, allora intendete dire che questa “alterazione ” è la stessa che comporta il vedere il permanente nell’impermanente, la felicità nella sofferenza, un’anima in ciò che non è anima, il bello nel brutto? Naturalmente lo negate.
Inoltre, affermate che la conoscenza di una persona durante i Jhāna non è profonda. Ma non volete sottintendere questo, bensì il contrario.
Ammettete che il capovolgimento del concetto che vede la permanenza nell’impermanenza è un concetto sbagliato, e anche gli altri concetti sopracitati. Tuttavia, non ammettete che la conoscenza durante i Jhāna sia mal realizzata.
Al contrario, ritenete che sia ben realizzata. Tuttavia, una simile alterazione nel caso di questi altri quattro concetti la considerate sbagliata.
Se fosse un arahant a raggiungere i Jhāna in questo modo, affermereste che la sua conoscenza è alterata? Non potreste. O, se lo faceste, dovreste renderlo responsabile di alterazioni della percezione, della coscienza e delle visioni in generale.
Andhaka: Ma se la nostra tesi è sbagliata, ritenete che, quando uno raggiunge i Jhāna con la conoscenza della terra, tutto diventa terra per lui? No, rispondete. Allora sicuramente il vostro concetto è sbagliato.
Theravāda: Ma ammetterete che la terra è lì e che il soggetto entra nel Jhāna considerando la terra come terra? Dov’è allora l’alterazione della conoscenza?
Voi dite che la terra c’è realmente, e che entrando nel Jhāna attraverso la coscienza della terra come terra, la percezione viene alterata. Sostituite alla terra il Nibbāna: direste ancora che la percezione è alterata? … .
The Points of Controversy, traduzione in inglese dalla versione pâli del Kathāvatthu dell’Abhidamma di
Shwe Zan Aung e C.A.F. Rhys Davids. Pubblicato per la prima volta dalla Pali Text Society, 1915. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.
Testo: Kathavatthu