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G-Dhp 322–331: Sīlavagga – Etica

Chi è virtuoso, saggio e vigilante,
saldo nel Dharma, di vita retta,
custode di sé, operatore del bene:
quest’uomo è raro e caro a tutti.

Il saggio è avvolto dalla virtù,
adorno di gloria e umiltà;
in qualunque modo parli,
con quel modo è onorato.

Chi non fa male a sé né ad altri,
e compie azioni pure con discernimento,
non cerca […] ricchezza per sé:
costui è detto virtuoso, seguace del Dharma.

Sia nell’unione che nella gioia,
sia nella discordia e nel dolore,
non lasciarti turbare o smarrire:
così cammina il saggio.

Volgendo la mente alla liberazione,
attento in ogni atto e pensiero,
il saggio, esperto nel sentiero,
distrugge ogni seme d’odio.

Il puro ha sempre merito,
il puro ha sempre gioia,
il puro ha sempre […]
a lui la lode si conviene.

Segui il Dharma, pratica il bene,
[…] abbandona il male:
chi vive nel Dharma dimora in pace,
nell’altro mondo non trova dolore.

Come il pesce nella corrente,
tra frecce avvelenate scagliate,
così io guardo in ogni direzione:
l’uomo malvagio ha molti seguaci.

Chi è privo di rettitudine,
come fiore appassito o frutto marcio,
così costui, per sua natura,
non desidera che veleno.

[…] spiriti tormentati,
là dove il fuoco divampa,
[…] chi si nutre del male,
è legato al carro del dolore, senza tregua.

Gāndhārī Dharmapada, John Brough, London 1962. Tradotto dal gandhari con l’IA.

TestoGāndhārī Dharmapada