Così ho udito. Un tempo, il Buddha soggiornava nel parco di Anāthapiṇḍada, nel bosco di Jeta, a Śrāvastī.
In quella circostanza, il Bhagavān si rivolse ai monaci e disse: «In questa assemblea, non vedo una cosa sola che produca desiderio dove non ce n’è e che aumenti il desiderio già sorto … che produca rabbia dove non ce n’è e che aumenti la rabbia già sorta … che produca sonnolenza dove non ce n’è e che aumenti la sonnolenza già sorta … che produca agitazione dove non ce n’è e che aumenti l’agitazione già sorta … che produca dubbio dove non ce n’è e che aumenti il dubbio già sorto …
«Si dovrebbero contemplare le secrezioni impure e le percezioni di impurità. Se si diventa distratti, allora sorgerà il desiderio dove non c’era e il desiderio già sorto aumenterà … la rabbia … la sonnolenza … [l’agitazione] … sorgerà il dubbio dove non c’era e i dubbi già sorti aumenteranno.
«Perciò, monaci, non diventate distratti e mantenete il vostro pensiero concentrato. Così, monaci, dovete esercitarvi».
Quando i monaci udirono ciò che il Buddha insegnò, gioirono e ne diedero approvazione.
Traduzione in inglese dalla versione cinese dell’Ekottarika Āgama di Charles Patton. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.
Testo: Ekottarika Āgama