… a Rājagaha, nel boschetto di bambù, nella riserva degli scoiattoli. A quel tempo il venerabile Dabba il Malliano assegnava le dimore al Sangha e distribuiva i pasti. La veste del venerabile si consumò. In quel periodo il Sangha ricevette una veste. Quindi il Sangha diede questa veste al venerabile Dabba il Malliano. Alcuni monaci con disprezzo, lo criticarono, lo accusarono, dicendo: “Alcuni monaci si stanno appropriando di un beneficio che appartiene al Sangha in base alle loro conoscenze.”
I monaci modesti… li criticarono, dicendo: “Come possono dei monaci appropriarsi di un beneficio appartenente al Sangha in base alle loro conoscenze.” – “Come possono alcuni monaci, dopo aver donato una veste tramite un Sangha completo, fare delle critiche?” …
“È vero, come si dice, che voi, monaci, dopo aver donato una veste… avete fatto delle critiche?”
“È vero, signore.”
L’illuminato, il signore, li rimproverò dicendo: “Come potete, stolti, aver donato una veste… e poi fare delle critiche? Non è per soddisfare coloro che non sono (ancora) soddisfatti… E così, monaci, questa regola di pratica dovrebbe essere così enunciata:
“Se un monaco, dopo aver donato una veste tramite un Sangha completo, fa delle critiche, dicendo: ‘I monaci si stanno appropriando di un beneficio appartenente al Sangha in base alle loro conoscenze.’, c’è una colpa da espiare.”
Il Sangha completo significa: appartenere alla stessa comunità, rimanere all’interno dello stesso ambito.
Una veste significa: una qualsiasi veste delle sei (tipi di) vesti (compresa) la meno adatta al compito.
In base alle loro conoscenze significa: secondo l’amicizia, secondo il cameratismo, secondo l’intimità, secondo lo stesso precettore, secondo lo stesso maestro.
Appartenente al Sangha significa: viene donata al Sangha, consegnata al Sangha.
Un beneficio significa: vesti, cibo elemosinato, dimora, medicine per i malati, e persino un pezzo di chunam, uno stuzzicadenti e del filo non tessuto.
Se poi fa delle critiche, significa: se si critica quando viene donata la veste a uno che è stato ordinato (e) accettato dal Sangha come assegnatario di dimore o come dispensatore di pasti, o come dispensatore di riso, o come dispensatore di frutta, o come dispensatore di cibo solido, o come dispensatore di piccole cose, c’è una colpa da espiare.
Se pensa che sia un atto legalmente valido quando è un atto legalmente valido, (e) critica quando viene donata una veste, c’è una colpa da espiare. Se dubita che sia un atto legalmente valido… Se pensa che non sia un atto legalmente valido quando è un atto legalmente valido… c’è una colpa da espiare. Se critica quando viene donato un altro oggetto, c’è una colpa da espiare. Se critica quando viene donata una veste o un altro oggetto a un ordinato, (ma) non concordato con il Sangha come assegnatario di dimore… come dispensatore di piccole cose, c’è una colpa da espiare. Se critica quando viene donata una veste o un altro oggetto a uno che non è ordinato, (sia) concordato o meno con il Sangha come assegnatario di dimore… come dispensatore di piccole cose, c’è una colpa di cattiva condotta. Se pensa che sia un atto legalmente valido quando non lo è, c’è una colpa di cattiva condotta. Se ha il dubbio che non sia un atto legalmente valido, c’è una colpa di cattiva condotta. Se pensa che non sia un atto legalmente valido quando non lo è, non c’è colpa.
Non c’è colpa se si critica dicendo: “A che serve donare a uno che per natura agisce per desiderio, per odio, per ignoranza, per paura? Perché, dopo averla ricevuta, la rovinerà, non se ne prenderà cura; se è pazzo, se è la prima colpa.
Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di I.B. Horner, The Book of the Discipline.
Tradotto in italiano da Enzo Alfano.
Testo: Pācittiya