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Pc 28: Nāvābhiruhana – Viaggiare in barca con una monaca

Storia
Prima sotto-storia

Un tempo il Buddha soggiornava a Sāvatthī nel boschetto di Jeta, nel monastero di Anāthapiṇḍika. In quella occasione alcuni monaci si imbarcarono su delle barche, in compagnia di alcune monache. La gente si lamentava e li criticava: “Come noi ci divertiamo sulle barche con le nostre mogli, così questi monaci sakya viaggiano in compagnia delle monache e poi si divertono sulle barche.”
I monaci ascoltarono le lamentele di quelle persone e si lamentarono e criticarono quei monaci: “Come possono quei monaci salire sulle barche insieme alle monache?” … “È vero, monaci, che fate questo?”
“È vero, signore.”
Il Buddha li rimproverò… “Stolti, come potete fare questo? Questo influenzerà la fede della gente…” … “E, monaci, questa regola di pratica dovrebbe essere così recitata:

Giudizio preliminare
“Se un monaco sale su una barca in compagnia di una monaca, sia per andare a monte che a valle, commette una colpa che comporta la confessione.”
In questo modo il Buddha stabilì questa regola di pratica per i monaci.

Seconda sotto-storia
Poco dopo, alcuni monaci e monache stavano viaggiando da Sāketa a Sāvatthī. Lungo la strada dovevano attraversare un fiume. Le monache dissero ai monaci: “Attraversiamo insieme.”
“Sorelle, non ci è permesso salire su una barca in compagnia di una monaca. O attraversate voi per prime, o lo faremo noi.”
“Voi avete un rango superiore, venerabili. Per favore, andate per primi.”
Ma poiché le monache attraversarono dopo, furono derubate e picchiate dai banditi. Quando arrivarono a Sāvatthī le monache raccontarono ciò che era accaduto alle altre monache, le quali lo dissero ai monaci che a loro volta lo raccontarono al Buddha.
Poco dopo il Buddha diede un insegnamento e si rivolse ai monaci:
“Monaci, vi permetto di salire su una barca, previo consenso di una monaca, se si tratta di una traversata.”
Quindi, monaci, questa regola di pratica dovrebbe essere così recitata:

Giudizio finale
“Se un monaco sale su una barca in compagnia di una monaca, sia per andare a monte che a valle, tranne che per attraversare, commette una colpa che comporta la confessione””.

Definizioni
A:
chiunque …
Monaco:
… Il monaco che ha ricevuto l’ordinazione completa da un Sangha unanime attraverso una procedura legale che consiste in una mozione e tre avvisi, che è irreversibile e adatta a rimanere – questo tipo di monaco è inteso in questo caso.
Una monaca:
ha ricevuto l’ordinazione completa da entrambi i Sangha.
Con:
insieme.
In accordo:
se c’è un accordo, dice: “Saliamo a bordo, sorella” e lei risponde: “Sì, saliamo a bordo, venerabile”; oppure dice: “Saliamo a bordo, venerabile” e lui risponde: “Sì, saliamo a bordo, sorella”; oppure dice: “Saliamo a bordo oggi”, “Saliamo a bordo domani”, “Saliamo a bordo dopodomani”, allora commette una colpa di cattiva condotta. Se il monaco sale a bordo quando la monaca è già salita, commette una colpa che comporta la confessione. Se la monaca sale a bordo quando il monaco è già salito, commette una colpa che comporta la confessione. Se si imbarcano insieme, commette una colpa che comporta la confessione.
Andare a monte:
per andare controcorrente.
Andare a valle:
per seguire la corrente.
Tranne che per attraversare:
a meno che non si tratti di attraversare.
Quando i villaggi sono distanti tra loro un volo di gallina, allora per ogni villaggio vicino si commette una colpa che comporta la confessione. Se si tratta di un’area disabitata, una zona selvaggia, allora ogni sei chilometri commette una colpa che comporta la confessione.

Permutazioni
Se c’è un accordo, e lui percepisce che c’è, e si imbarca su una barca con una monaca, sia per andare a monte che a valle, tranne che per attraversare, commette una colpa che comporta la confessione.
Se c’è un accordo, ma non ne è sicuro, e si imbarca con una monaca per andare a monte o a valle, tranne che per attraversare, commette una colpa che comporta la confessione.
Se c’è un accordo, ma non lo percepisce, e si imbarca con una monaca per andare a monte o a valle, tranne che per attraversare, commette una colpa che comporta la confessione.
Se il monaco fa un accordo, ma la monaca non esprime il suo consenso, commette una colpa di cattiva condotta.
Se non c’è accordo, ma lui percepisce che c’è, commette una colpa di cattiva condotta.
Se non c’è accordo, ma non ne è sicuro, commette una colpa di cattiva condotta. Se non c’è accordo e non percepisce che c’è, non c’è colpa.

Nessuna colpa
Non c’è colpa: se è per la traversata; se salgono a bordo senza accordo; se la monaca ha fatto un accordo, ma lui non ha espresso il suo consenso; se salgono a bordo, ma non secondo l’accordo; se c’è un’emergenza; se è pazzo; se è la prima colpa.
La regola di pratica sul viaggio in barca con una monaca, l’ottava, è terminata.

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Bhikkhu Brahmali. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.

Testo: Pācittiya