“Qual è il karma compiuto ma non accumulato? È stato detto: quando, dopo aver compiuto un’azione, ci si pente, ci si vergogna, la si biasima, la si aborrisce, la si confessa, la si dichiara, la si rende manifesta; in futuro si assume la disciplina (autocontrollo), e non la si compie più. Questo è il karma compiuto ma non accumulato.”
Basato sull’edizione di Sylvain Lévi in Mahākarmavibhaṅga et Karmavibhaṅgopadeśa, Parigi 1932, pp. 21–105. Cfr. anche N. Kudo: The Karmavibhaṅga. Transliterations and Annotations of the Original Sanskrit Manuscripts from Nepal, Tokyo 2004 (Bibliotheca Philologica et Philosophica Buddhica, 7). Tradotto dal sanscrito con l’IA, revisionato da Enzo Alfano.
Testo: Mahākarmavibhaṅga