“Quale karma conduce alla rinascita nel mondo di Yama (il regno dei morti)? È stato detto: la cattiva condotta del corpo, della parola e della mente di chi è adirato e ha la mente turbata; la cupidigia, l’avidità velenosa, il mezzo di sostentamento sbagliato (mithyājīva); la morte di chi è adirato, desideroso di uccidere e pieno di sete; la morte di chi ha la mente attaccata agli oggetti (del desiderio).
Come è stato detto dal Bhagavān nello Śatavarga Āgama, nel Karmavibhaṅgasūtra: ‘Inoltre, Ānanda, a quel tale individuo si presenta il karma compiuto in un’altra esistenza, oppure al momento della morte (sorge) la falsa visione.’ Questo karma conduce alla rinascita nel mondo di Yama.”
Basato sull’edizione di Sylvain Lévi in Mahākarmavibhaṅga et Karmavibhaṅgopadeśa, Parigi 1932, pp. 21–105. Cfr. anche N. Kudo: The Karmavibhaṅga. Transliterations and Annotations of the Original Sanskrit Manuscripts from Nepal, Tokyo 2004 (Bibliotheca Philologica et Philosophica Buddhica, 7). Tradotto dal sanscrito con l’IA, revisionato da Enzo Alfano.
Testo: Mahākarmavibhaṅga