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Mkv 16: Mahākarmavibhaṅga XVI

“Quale karma conduce alla rinascita nel regno animale? È stato detto: la cattiva condotta del corpo, della parola e della mente di grado medio; il karma vario originato dall’attaccamento (rāga); il karma vario originato dall’odio (dveṣa); il karma vario originato dall’illusione (moha); il dare cose non consone (akalpika) ai genitori e ai monaci che hanno intrapreso la vita religiosa; il deridere gli esseri che si trovano nel regno animale; parimenti, il karma di aspirazione (praṇidhāna), come l’aspirazione di coloro che osservano il voto del bue, il voto del cane e simili, con la speranza di rinascere in quel regno.

E come nel Jātaka del Bodhisattva Siṁha si deve raccontare l’avadāna. E come la rinascita in forma di scimmia del brāhmaṇa Varṣākāra. Vale a dire: il brāhmaṇa Varṣākāra vide il monaco sthavira Mahākāśyapa che, dalla cima del monte Gṛdhrakūṭa sopra Rājagṛha, si dirigeva per via aerea verso il fianco del monte Ṛṣigiri. Egli, con mente corrotta, a causa della sua associazione con Devadatta e Ajātaśatru, compì una cattiva condotta verbale: ‘Questo śramaṇa, andando per via aerea, va di monte in monte come una scimmia che salta di albero in albero.’ Ciò fu riferito al Bhagavān. Il brāhmaṇa Varṣākāra, preso dall’ira, aveva compiuto una cattiva condotta verbale. Qual è il suo frutto? Il Bhagavān disse: ‘Per il frutto di questa cattiva condotta verbale, il brāhmaṇa Varṣākāra, per cinquecento nascite successive, diventerà una scimmia.’ Allora il brāhmaṇa Varṣākāra venne a sapere che il Bhagavān aveva predetto che, per cinquecento nascite successive, sarebbe diventato una scimmia. Egli, con animo sgomentato, generò la fede. Costui, al momento del parinirvāṇa del Bhagavān, chiese: ‘Quando sarà l’esaurimento di quel karma?’ Il Bhagavān disse: ‘Quelle stesse cinquecento nascite successive — ma nascerai a Rājagṛha, dove nel Jambudvīpa nascono i frutti della jambu, dove i frutti sono grandi quanto un cammello, e dolci come il miele e lo zucchero. Là avverrà la tua rinascita. Dopo che sarai uscito di là, avrai una buona destinazione.’ Come, per la corruzione della mente, si rinacque tra i leoni. E a questo proposito il Bhagavān pronunciò la strofa:

Lunga è la notte per chi veglia, lungo è lo yojana per chi è stanco,
lungo è il saṁsāra per lo stolto che non conosce il vero dharma.

Questo karma conduce alla rinascita nel regno animale.”

Basato sull’edizione di Sylvain Lévi in ​​Mahākarmavibhaṅga et Karmavibhaṅgopadeśa, Parigi 1932, pp. 21–105. Cfr. anche N. Kudo: The Karmavibhaṅga. Transliterations and Annotations of the Original Sanskrit Manuscripts from Nepal, Tokyo 2004 (Bibliotheca Philologica et Philosophica Buddhica, 7). Tradotto dal sanscrito con l’IA, revisionato da Enzo Alfano.

Testo: Mahākarmavibhaṅga