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Mkv 72: Mahākarmavibhaṅga LXXII

Quali sono le dieci qualità del dono di una bevanda? È stato detto: diventa dotato di tutti i sensi; ha un volto sereno; ha la fronte pura; ha una carnagione morbida e lucente; parla in modo gradevole e appropriato; non è soggetto a molta sete; a chi ha sete appare dell’acqua da bere; non rinasce tra i preta (spiriti famelici); gode di grande prosperità; rinasce nei mondi celesti; e raggiunge rapidamente il parinirvāna.

«Chi dona alla comunità una bevanda di colore piacevole, dotata di sapore e profumo, che accresce la gioia di tutti i sensi, opportuna in ogni momento e lodata dalle persone virtuose, costui, liberato una volta per sempre dalla sete e dal dolore, dopo aver gustato i quattro sapori eccellenti, avendo saziato il mondo con il sapore del vero Dharma, giunge alla distruzione della sete, felicemente e con gioia».

Queste sono le dieci qualità del dono di una bevanda.

Basato sull’edizione di Sylvain Lévi in ​​Mahākarmavibhaṅga et Karmavibhaṅgopadeśa, Parigi 1932, pp. 21–105. Cfr. anche N. Kudo: The Karmavibhaṅga. Transliterations and Annotations of the Original Sanskrit Manuscripts from Nepal, Tokyo 2004 (Bibliotheca Philologica et Philosophica Buddhica, 7). Tradotto dal sanscrito con l’IA, revisionato da Enzo Alfano.

Testo: Mahākarmavibhaṅga