Quali sono le dieci qualità del dono di una ghirlanda? È stato detto: diventa come una ghirlanda per il mondo; il cattivo odore scompare dal corpo e appare un buon profumo; diventa sempre profumato e sempre ornato; ha un seguito inseparabile; è caro a tutte le persone; gode di grande prosperità; rinasce nei mondi celesti; e raggiunge rapidamente il parinirvāna.
«Chi, con animo sereno, dona al rifugio del Muni (il Buddha), ai Tathāgata, una ghirlanda variopinta, eccellente e profumata, che rallegra e dà gioia agli uomini, costui, con le membra splendenti di ornamenti e ghirlande divine, avendo ottenuto splendore e felicità in monndi celesti e quaggiù, con l’anima adornata della ghirlanda dei fattori dell’illuminazione (bodhyaṅga), dall’eccellente profumo delle virtù, giunge alla liberazione suprema».
Così [avvenne per] la figlia di un capofamiglia povero di un’altra [località]. Ella, stando sulla porta, vide il villaggio tutto adornato di ornamenti, che festeggiava una celebrazione. Disse al padre: «Orna anche me». Il padre rispose: «Da dove [verrebbe] per noi poveri un ornamento? Questo villaggio ha accumulato meriti, ha reso numerosi ossequi al Buddha Bhagavat. E per quel karma è stato narrato in dettaglio l’avadāna dell’anziano Karṇasumana. Così anche una piccola fede (prasāda) compiuta verso il Bhagavat diventa di grande frutto». Ella, essendo stata dal padre molto sollecitata, [disse]: «Dammi qualcosa; ecco davanti a noi il vihāra; là compirò un’offerta al Bhagavat». Egli, oppresso dal dolore e non avendo mezzi, fece una ghirlanda di paglia e gliela diede. Ella, presa quella ghirlanda di paglia, la pose sul capo dell’immagine del Buddha, si prostrò ai suoi piedi e disse: «Bhagavat, in virtù di questa radice del bene, mentre io trasmigro nel saṁsāra, che non vi sia più povertà». A lei, nata la fede, in quello stesso giorno la condizione umana e femminile fu superata e apparve una forma divina. E dal re che abitava in quella regione fu stabilita come regina principale. Morta, rinacque tra gli dèi. E anche nella vita successiva rinacque a Campā come figlia di una famiglia importante, sommamente bella, e subito sul suo capo apparve una ghirlanda d’oro adorna di ogni gemma. I genitori, pieni di meraviglia, le diedero il nome di Mālinī («la donna con la ghirlanda»). E quando il Bhagavat, divenuto pienamente illuminato, giunse da Rājagṛha a Campā, ella si avvicinò. E il Bhagavat le espose il Dharma, ed ella, presi i voti, divenne un’arhat. Ed ella, proprio dal momento dell’aspirazione mentale, [pensò]: «Che per me non vi sia più una ghirlanda», e [la ghirlanda] scomparve. E una divinità, vedendo ciò, piena di meraviglia, intonò una strofa:
«Avendo donato una ghirlanda di paglia, quella Mālinī ottenne presso il caitya del Sugata una ghirlanda eccellente d’oro e di gemme, e la ghirlanda dei fattori dell’illuminazione».
Queste sono le dieci qualità del dono di una ghirlanda.
Basato sull’edizione di Sylvain Lévi in Mahākarmavibhaṅga et Karmavibhaṅgopadeśa, Parigi 1932, pp. 21–105. Cfr. anche N. Kudo: The Karmavibhaṅga. Transliterations and Annotations of the Original Sanskrit Manuscripts from Nepal, Tokyo 2004 (Bibliotheca Philologica et Philosophica Buddhica, 7). Tradotto dal sanscrito con l’IA, revisionato da Enzo Alfano.
Testo: Mahākarmavibhaṅga