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Mkv 27: Mahākarmavibhaṅga XXVII

«Qual è quel karma per mezzo del quale una persona, essendone dotata, rinasce negli inferi e, dopo aver esaurito la piena durata di vita infernale, trapassa? È stato detto: in questo caso, da qualcuno, il karma infernale è stato compiuto e accumulato. Egli, dopo aver compiuto quel karma, non lo nasconde, non ne prova vergogna, non lo biasima, non lo aborrisce, non lo confessa, non lo dichiara, non lo manifesta, e in futuro non intraprende la restrizione [morale]; anzi, se ne rallegra in misura maggiore. Genera gioia. Come Devadatta, Kokālika e altri. Questo è il karma per mezzo del quale una persona, essendone dotata, rinasce negli inferni e, dopo aver esaurito la piena durata di vita infernale, trapassa.»

Basato sull’edizione di Sylvain Lévi in ​​Mahākarmavibhaṅga et Karmavibhaṅgopadeśa, Parigi 1932, pp. 21–105. Cfr. anche N. Kudo: The Karmavibhaṅga. Transliterations and Annotations of the Original Sanskrit Manuscripts from Nepal, Tokyo 2004 (Bibliotheca Philologica et Philosophica Buddhica, 7). Tradotto dal sanscrito con l’IA, revisionato da Enzo Alfano.

Testo: Mahākarmavibhaṅga