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Mkv 8: Mahākarmavibhaṅga VIII

Questo passaggio è il complemento del precedente sul karma che porta a poco nome (alpeśākhyasaṁvartanīyam). Qui si elencano le cause del karma che porta a un gran nome (maheśākhyasaṁvartanīyam). Questa struttura riflette la visione buddhista secondo cui la reputazione è un riflesso delle qualità interiori e delle azioni compiute verso gli altri. Chi semina gioia per il bene altrui, devozione e aspirazione spirituale raccoglie onore e buona fama; chi semina invidia, avarizia e ostacolo raccoglie oscurità e disprezzo.

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Qual è il karma che porta a un gran nome? È stato detto:
L’assenza di invidia. L’assenza di avarizia. Il rallegrarsi del guadagno altrui. Il rallegrarsi nell’udire la fama, la lode, il suono e la gloria di altri. La gioia interiore quando si parla bene di altri. La costruzione di santuari e stupa per il Bhagavan. L’impedire ciò che è vile, privo di Dharma, senza radici di bene. L’esortare a ciò che ha gran nome e radici di bene. Il generare il pensiero di illuminazione [bodhicitta]. Il generare il bodhicitta in tutto ciò che ha gran nome e radici di bene.

Come fu detto dal Bhagavan nel sutra Pūrvāparāntaka a Vārāṇasī, fu fatto l’incoraggiamento del bodhisattva Ajita. “O Ajita, tu certamente poni mente a un grande ardore. Cioè per la diminuzione dell’assemblea [dei monaci]. Si dirà infatti:

Maitreya, che dimora nel cielo dei Tuṣita,
al quale è destinato l’omaggio in cielo, in terra e qui,
egli, il glorioso, avendo rapidamente ottenuto lo stato dei Dieci Poteri,
sia per il mondo sempre degno di onore come la luna.”

Questo è il karma che porta a un gran nome.

Basato sull’edizione di Sylvain Lévi in ​​Mahākarmavibhaṅga et Karmavibhaṅgopadeśa, Parigi 1932, pp. 21–105. Cfr. anche N. Kudo: The Karmavibhaṅga. Transliterations and Annotations of the Original Sanskrit Manuscripts from Nepal, Tokyo 2004 (Bibliotheca Philologica et Philosophica Buddhica, 7). Tradotto dal sanscrito con l’IA, revisionato da Enzo Alfano.

Testo: Mahākarmavibhaṅga