Così ho udito. Una volta, il Beato soggiornava nel Boschetto di Jeta, nel parco di Anāthapiṇḍada, a Śrāvastī.
In quell’occasione, il Bhagavān si rivolse ai monaci: «Se un monaco coltiva una cosa, allora non sarà in grado di distruggere le cattive rinascite e di realizzare una rinascita che sia buona o il nirvāṇa. Qual è quella cosa che, quando coltivata, non è in grado di distruggere le cattive rinascite? È un cuore privo di fede sincera. Coltivando questa sola cosa, non si distruggono le cattive rinascite.
«Quale cosa, quando coltivata, conduce a un buon luogo? Ciò si riferisce a un cuore che pratica la fede sincera. Coltivando questa sola cosa, si conduce a un buon luogo.
«Quale cosa, quando coltivata, conduce al nirvāṇa? Ciò si riferisce alla costante concentrazione della consapevolezza. Coltivando questa cosa, si raggiunge il nirvāṇa.
«Perciò, monaci, focalizzate il vostro pensiero e siate consapevoli delle radici della bontà. Così, monaci, dovete esercitarvi».
Quando i monaci udirono ciò che il Buddha insegnò, gioirono e approvarono.
Traduzione in inglese dalla versione cinese dell’Ekottarika Āgama di Charles Patton. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.
Testo: Ekottarika Āgama