«Tra i miei discepoli, colei che è la prima nella pratica della pazienza (kṣānti) è l’Upāsikā Anū. Colei che pratica la concentrazione del vuoto (śūnyatā-samādhi) è l’Upāsikā Viśākhā. Colei che pratica la concentrazione dell’assenza di percezione (animitta-samādhi) è l’Upāsikā Unnādā. Colei che pratica la concentrazione dell’assenza di desiderio (apraṇihita-samādhi) è l’Upāsikā Vimalā. Colei che eccelle nell’insegnare gli altri è l’Upāsikā Śrī. Colei che è abile nel mantenere i precetti è l’Upāsikā Aṅgimā. Colei che ha un aspetto armonioso è l’Upāsikā Vidyullatā. Colei che ha le facoltà dei sensi perfettamente serene è l’Upāsikā Sujātā. Colei che è colta e vastamente istruita è l’Upāsikā Nirā. Colei che compone inni e versi è l’Upāsikā Śubhakāntā, figlia di Sudatta. Colei che non ha timidezza è anch’essa l’Upāsikā Śubhakāntā, figlia di Sudatta. Tra i miei discepoli che hanno ottenuto la realizzazione per ultimi, l’Upāsikā che ha conseguito la prova finale è l’Upāsikā Nīlā.»
Riassunto dei nomi:
Anū, Viśākhā, Unnādā, Vimalā, Śrī,
Aṅgimā, Vidyullatā, Sujātā, Nirā, Śubhakāntā e Nīlāmā.
Queste trenta Upāsikā (donne laiche) sono descritte diffusamente come sopra.
Questo Ekottarāgama (增壹阿含經) fu tradotto da Dharmanandi (曇摩難提) dello stato di Fu Qin (苻秦) e curato da Gautama Saṁghadeva nel 397–398 d.C. L’affiliazione dottrinale (di scuola) è incerta. Il testo proviene da CBETA, che si basa sull’edizione Taishō del canone cinese, Volume 2, sūtra numero 125. Tradotto in italiano con l’IA, revisionato da Enzo Alfano.
Testo: Ekottarika Āgama