Così ho udito. Un tempo, il Buddha soggiornava nel parco di Anāthapiṇḍada, nel bosco di Jeta, a Śrāvastī.
In quella circostanza, il Bhagavān si rivolse ai monaci e disse: «Non vedo una cosa sola che sia rapida come la mente. Non c’è paragone per essa. La mente abbandona una cosa e ne afferra un’altra quando non è focalizzata e tranquilla, proprio come una scimmia. Allo stesso modo è la mente, quando quelle percezioni precedenti e successive dei suoi pensieri non sono le stesse. Perciò, monaci, le persone comuni non sono in grado di osservare l’origine del pensare della loro mente.
«Perciò, monaci, si dovrebbe controllare il proprio pensare per guidare la mente verso il buon sentiero. Così, monaci, dovete esercitarvi».
Quando i monaci udirono ciò che il Buddha insegnò, gioirono e ne diedero approvazione.
Traduzione in inglese dalla versione cinese dell’Ekottarika Āgama di Charles Patton. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.
Testo: Ekottarika Āgama