Quali sono le dieci qualità della dimora nella foresta (araṇyavāsa)? È stato detto: evita la compagnia (saṃgaṇikā); frequenta la solitudine (praviveka); la sua mente diventa oggetto di meditazione (dhyānālambana); non giunge a molteplici occupazioni e faccende; va al ricordo (smṛti) dei Buddha; il corpo non abbandona la gioia, la felicità e la serenità mentale (prītisukhasaumanasya); non vi sono ostacoli (antarāya); raggiunge con poco sforzo la samādhi della vita santa (brahmacarya); la parola e le lettere che ha studiato non si perdono; comprende in dettaglio il significato dei dharma così come li ha ascoltati. Queste sono le dieci qualità della dimora nella foresta.
Basato sull’edizione di Sylvain Lévi in Mahākarmavibhaṅga et Karmavibhaṅgopadeśa, Parigi 1932, pp. 21–105. Cfr. anche N. Kudo: The Karmavibhaṅga. Transliterations and Annotations of the Original Sanskrit Manuscripts from Nepal, Tokyo 2004 (Bibliotheca Philologica et Philosophica Buddhica, 7). Tradotto dal sanscrito con l’IA, revisionato da Enzo Alfano.
Testo: Mahākarmavibhaṅga