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Mkv 73: Mahākarmavibhaṅga LXXIII

Quali sono le dieci qualità del dono di una ghirlanda? È stato detto: diventa come una ghirlanda per il mondo; il cattivo odore scompare dal corpo e appare un buon profumo; diventa sempre profumato e sempre ornato; ha un seguito inseparabile; è caro a tutte le persone; gode di grande prosperità; rinasce nei mondi celesti; e raggiunge rapidamente il parinirvāna.

«Chi, con animo sereno, dona al rifugio del Muni (il Buddha), ai Tathāgata, una ghirlanda variopinta, eccellente e profumata, che rallegra e dà gioia agli uomini, costui, con le membra splendenti di ornamenti e ghirlande divine, avendo ottenuto splendore e felicità in monndi celesti e quaggiù, con l’anima adornata della ghirlanda dei fattori dell’illuminazione (bodhyaṅga), dall’eccellente profumo delle virtù, giunge alla liberazione suprema».

Così [avvenne per] la figlia di un capofamiglia povero di un’altra [località]. Ella, stando sulla porta, vide il villaggio tutto adornato di ornamenti, che festeggiava una celebrazione. Disse al padre: «Orna anche me». Il padre rispose: «Da dove [verrebbe] per noi poveri un ornamento? Questo villaggio ha accumulato meriti, ha reso numerosi ossequi al Buddha Bhagavat. E per quel karma è stato narrato in dettaglio l’avadāna dell’anziano Karṇasumana. Così anche una piccola fede (prasāda) compiuta verso il Bhagavat diventa di grande frutto». Ella, essendo stata dal padre molto sollecitata, [disse]: «Dammi qualcosa; ecco davanti a noi il vihāra; là compirò un’offerta al Bhagavat». Egli, oppresso dal dolore e non avendo mezzi, fece una ghirlanda di paglia e gliela diede. Ella, presa quella ghirlanda di paglia, la pose sul capo dell’immagine del Buddha, si prostrò ai suoi piedi e disse: «Bhagavat, in virtù di questa radice del bene, mentre io trasmigro nel saṁsāra, che non vi sia più povertà». A lei, nata la fede, in quello stesso giorno la condizione umana e femminile fu superata e apparve una forma divina. E dal re che abitava in quella regione fu stabilita come regina principale. Morta, rinacque tra gli dèi. E anche nella vita successiva rinacque a Campā come figlia di una famiglia importante, sommamente bella, e subito sul suo capo apparve una ghirlanda d’oro adorna di ogni gemma. I genitori, pieni di meraviglia, le diedero il nome di Mālinī («la donna con la ghirlanda»). E quando il Bhagavat, divenuto pienamente illuminato, giunse da Rājagṛha a Campā, ella si avvicinò. E il Bhagavat le espose il Dharma, ed ella, presi i voti, divenne un’arhat. Ed ella, proprio dal momento dell’aspirazione mentale, [pensò]: «Che per me non vi sia più una ghirlanda», e [la ghirlanda] scomparve. E una divinità, vedendo ciò, piena di meraviglia, intonò una strofa:

«Avendo donato una ghirlanda di paglia, quella Mālinī ottenne presso il caitya del Sugata una ghirlanda eccellente d’oro e di gemme, e la ghirlanda dei fattori dell’illuminazione».

Queste sono le dieci qualità del dono di una ghirlanda.

Basato sull’edizione di Sylvain Lévi in ​​Mahākarmavibhaṅga et Karmavibhaṅgopadeśa, Parigi 1932, pp. 21–105. Cfr. anche N. Kudo: The Karmavibhaṅga. Transliterations and Annotations of the Original Sanskrit Manuscripts from Nepal, Tokyo 2004 (Bibliotheca Philologica et Philosophica Buddhica, 7). Tradotto dal sanscrito con l’IA, revisionato da Enzo Alfano.

Testo: Mahākarmavibhaṅga