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Mkv 71: Mahākarmavibhaṅga LXXI

Quali sono le dieci qualità del dono di una dimora/rifugio? È stato detto: diventa re locale; diventa re di una regione (maṇḍala); diventa sovrano del Jambudvīpa; diventa sovrano di due continenti; diventa sovrano di tre continenti; diventa sovrano dei quattro continenti, un re universale (cakravartin); gode di grande prosperità; rinasce nei mondi celesti; e raggiunge rapidamente il parinirvāṇa.

Come [si legge] nella strofa della monaca Sumedhā:
«Presso il Bhagavat Konāgamuna, nel monastero e nella dimora,
noi tre amiche donammo in passato quel vihāra».

Queste sono le strofe di Sumedhā. E la monaca Dharmadinnā e Viśākhā, madre di Mṛgāra: esse, in passato, essendo donne povere, piantarono quattro pali, posero sopra un piccolo padiglione di erba kāśa e invitarono il Buddha Bhagavat Konāgamuna. Egli vi riposò per un momento insieme ai monaci. Esse purificarono i loro animi [con fede]. Per quel karma rinacquero centomila volte tra gli dèi, e godettero di innumerevoli regni di re universali. E le strofe di Sumedhā su questo argomento devono essere comprese tutte in dettaglio, una per una. Queste sono le dieci qualità del dono di un alloggio.

Basato sull’edizione di Sylvain Lévi in ​​Mahākarmavibhaṅga et Karmavibhaṅgopadeśa, Parigi 1932, pp. 21–105. Cfr. anche N. Kudo: The Karmavibhaṅga. Transliterations and Annotations of the Original Sanskrit Manuscripts from Nepal, Tokyo 2004 (Bibliotheca Philologica et Philosophica Buddhica, 7). Tradotto dal sanscrito con l’IA, revisionato da Enzo Alfano.

Testo: Mahākarmavibhaṅga