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SN 48.53: Sekha Sutta – Il discepolo

Così ho sentito. Un tempo il Beato soggiornava presso Kosambī, nel monastero di Ghosita. Lì si rivolse ai monaci: “Monaci, c’è un modo in cui un monaco discepolo [cioè una persona che ha raggiunto l’entrata-nella-corrente, ma non ha ancora raggiunto la condizione di arahant], stando al livello di un discepolo, può discernere: ‘io sono un discepolo’, e un monaco adepto [cioè un arahant], stando al livello di un adepto, può discernere: ‘io sono un adepto’?”
“Per noi, signore, gli insegnamenti hanno il Beato come radice, guida e artefice. Sarebbe bene che il Beato stesso spiegasse il significato di questa affermazione. Avendola sentita dal Beato, i monaci la ricorderanno.”
“In tal caso, monaci, ascoltate e prestate molta attenzione. Vado a parlare.”
“Va bene, Signore.”, risposero i monaci.
Il Beato disse: “C’è un modo in cui un monaco discepolo, stando al livello di un discepolo, può discernere: ‘io sono un discepolo’, e un monaco adepto [cioè un arahant], stando al livello di un adepto, può discernere: ‘io sono un adepto’.”
E qual è il modo in cui un monaco discepolo, stando al livello di un discepolo, può discernere: ‘io sono un discepolo’? C’è il caso in cui un monaco è discepolo. Egli comprende: ‘Questa è la sofferenza… Questa è l’origine della sofferenza… Questa è la cessazione della sofferenza… Questo è il sentiero che conduce alla cessazione della sofferenza’. Questo è un modo in cui un monaco discepolo, stando al livello di un discepolo, può discernere: ‘io sono un discepolo’.
Inoltre, il monaco discepolo, riflette: ‘C’è forse, al di fuori di questo (Dhamma e Vinaya), un asceta o un brahmano che insegni il vero, autentico e dettagliato Dhamma come il Beato? E comprende: ‘No, non c’è nessun asceta o brahmano che, al di fuori di questo (Dhamma e Vinaya), insegni il vero, autentico e dettagliato Dhamma come il Beato’. Anche questo è un modo in cui un monaco discepolo, stando al livello di un discepolo, può discernere: ‘io sono un discepolo’.
Inoltre, il monaco discepolo, discerne le cinque facoltà: la facoltà della fede, dell’energia, della consapevolezza, della concentrazione e della saggezza. Comprende chiaramente con discernimento il loro destino, la loro eccellenza, la loro gratificazione e il loro compimento, ma non a livello fisico. Anche questo è un modo in cui un monaco discepolo, stando al livello di un discepolo, può discernere: ‘io sono un discepolo’.
E qual è il modo in cui un monaco adepto, stando al livello di un adepto, può discernere: ’io sono un adepto’? C’è il caso in cui un monaco adepto discerne le cinque facoltà: la facoltà della fede… dell’energia… della consapevolezza… della concentrazione… della saggezza. Comprende chiaramente con discernimento e a livello fisico quale sia il loro destino, l’eccellenza, la gratificazione e il compimento. Questo è il modo in cui un monaco adepto, stando al livello di un adepto, può riconoscere: ’io sono un adepto’.
Inoltre, il monaco adepto discerne le sei facoltà di senso: la facoltà dell’occhio… dell’orecchio… del naso… della lingua… del corpo… dell’intelletto. E comprende: ‘Queste sei facoltà sensoriali si dissolveranno completamente, ovunque e in ogni modo, senza alcun residuo, e nessun’altra serie delle sei facoltà sensoriali sorgerà in alcun luogo o in alcun modo’. Anche questo è un modo in cui un monaco adepto, stando al livello di un adepto, può discernere: ‘io sono un adepto’.”

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Ṭhānissaro Bhikkhu, Handful of leaves: an Anthology from the Saṁyutta Nikāya © 2014-2021. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.