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SN 35.105: Upādāya Sutta – A causa dell’attaccamento

Monaci, quando una realtà viene ad essere, a causa dell’attaccamento in noi sorgono piacere e dolore?”
“I nostri insegnamenti sono radicati nel Buddha. …”
Monaci, quando c’è una visione, a causa dell’attaccamento piacere e dolore sorgono in noi. … Quando c’è un pensiero a causa dell’attaccamento piacere e dolore sorgono in noi.
Cosa ne pensate, monaci? La vista è permanente o impermanente?”
“Impermanente, signore.”
“Ma se è impermanente, è sofferenza o felicità?”
“Sofferenza, signore.”
“Ma privi di attaccamento a ciò che è impermanente, che è sofferenza e soggetto a cessare, sorgerebbero in noi piacere e dolore?”
“No, signore.” …
“L’udito… l’olfatto … il gusto … il tatto … la mente è permanente o impermanente?”
“Impermanente, signore.”
“Ma se è impermanente, è sofferenza o felicità?”
“Sofferenza, signore.”
“Ma privi di attaccamento a ciò che è impermanente, che è sofferenza e soggetto a cessare, sorgerebbero in noi piacere e dolore?”
“No, signore.” …

“Vedendo questo, un nobile discepolo istruito si disillude della vista, dell’udito, dell’olfatto, del gusto, del tatto e della mente. Una volta disilluso, il desiderio svanisce. Quando il desiderio svanisce, è liberato. Quando è liberato, sa di essere liberato. Comprende: ‘La rinascita è finita, la vita santa è stata completata, ciò che doveva essere fatto è stato fatto, non ci saranno altre future esistenze.”

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Bhikkhu Sujato, 2018. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.