1. Anathapindika il figlio dei deva, stando da parte, recitò questa stanza alla presenza del Beato:
“Questo boschetto di Jeta, sede di molti saggi,
e dimora del re della rettitudine, reca gioia in me.
Gli esseri mortali vengono purificati dalle azioni, dalla conoscenza, dalla rettitudine,
dalle virtù e dal retto modo di vivere, non da nascita o da ricchezza.
Perciò i saggio a proprio beneficio
Penetrano il Dhamma per diventare puri
In saggezza, virtù e quiete come Sariputta,
il quale fra i monaci che sono giunti sull’altra sponda, è il migliore.”
2. Anathapindika il figlio dei deva, dopo aver recitato questa stanza, salutò con rispetto il Beato e mantenendo la destra scomparve.
3. Verso l’alba il Beato si rivolse ai monaci:
4. “Monaci, al finir della notte una divinità, dopo aver completamente illuminato il boschetto di Jeta con un vivido bagliore, si avvicinò a me e stando da parte recitò questa stanza:
“Questo boschetto di Jeta, sede di molti saggi,
e dimora del re della rettitudine, reca gioia in me.
Gli esseri mortali vengono purificati dalle azioni, dalla conoscenza, dalla rettitudine,
dalle virtù e dal retto modo di vivere, non da nascita o da ricchezza.
Perciò i saggi a proprio beneficio
Penetrano il Dhamma per diventare puri
In saggezza, virtù e quiete come Sariputta,
il quale fra i monaci che sono giunti sull’altra sponda, è il migliore.”
6. Dopo avermi salutato con rispetto quella divinità scomparve.”
7. Dette tali parole, il Venerabile Ananda così disse al Beato: “Signore venerabile, quella divinità era Anathapindika? Egli era un seguace del venerabile Sariputta.”