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Pc 34: Dvittipattapūrapaṭiggahaṇa – Accettare due o tre ciotole piene

Storia
Un tempo il Buddha soggiornava a Sāvatthī, nel boschetto di Jeta, nel monastero di Anāthapiṇḍika. A quel tempo, una seguace laica, Kāṇamātā, che aveva fede e fiducia, aveva una figlia, Kāṇā, data in sposa a un uomo di un villaggio.
In un’occasione Kāṇā si recò a casa della madre per alcune commissioni. Il marito di Kāṇā le mandò un messaggio: “Per favore, torna, Kāṇā, ti voglio a casa.” Kāṇamātā pensò: “È vergognoso andare a mani vuote.”, e preparò dei dolci. Preparati i dolci, subito dopo un monaco durante il giro dell’elemosina entrò nella casa di Kāṇamātā e lei gliene diede un po’. Andato via, lo disse a un altro monaco e anche a lui furono dati dei dolci. Lo stesso accadde una terza volta. A quel punto, tutti i dolci erano finiti.
Una seconda volta il marito di Kāṇā le inviò lo stesso messaggio e tutto si svolse come prima.
Una terza volta inviò lo stesso messaggio, aggiungendo: “Se Kāṇā non torna, troverò un’altra moglie.” Ma ancora una volta tutti i dolci furono dati ai monaci. Il marito di Kāṇā trovò un’altra moglie e quando Kāṇā sentì cosa era successo, pianse.
Poco dopo, dopo essersi vestito al mattino, il Buddha prese ciotola e mantello e si recò a casa di Kāṇamātā dove si sedette sul posto preparato. Kāṇamātā si avvicinò al Buddha, si inchinò e si sedette. Il Buddha le chiese perché Kāṇā stesse piangendo e lei gli raccontò cosa era successo. Dopo averla istruita, ispirata e allietata con un insegnamento, il Buddha si alzò dal suo posto e se ne andò.
Poco dopo, una carovana era pronta a partire da Rājagaha verso sud. Un monaco in cerca di elemosine si avvicinò a quella carovana per avere il cibo elemosinato e un seguace laico gli diede dei prodotti farinacei. Andato via, quel monaco lo disse a un altro monaco e anche a lui furono dati dei prodotti farinacei. Lo stesso accadde una terza volta. A quel punto, tutte le provviste erano finite.
Quel seguace laico disse agli altri membri della carovana: “Signori, vi prego di aspettare un giorno. Ho dato le mie provviste ai monaci. Ho bisogno di prepararne altre.”
“Non possiamo aspettare. La carovana è già in cammino.” E partirono.
Dopo aver preparato le provviste, quel seguace laico seguì la carovana, ma fu derubato dai ladri. La gente si lamentava e li criticava: “Come possono i monaci Sakya ricevere senza moderazione? Quest’uomo ha dato loro, e poi, poiché seguiva la carovana, è stato derubato dai ladri.”
I monaci ascoltarono le lamentele di quelle persone e le riferirono al Buddha.
Poco dopo il Buddha tenne un insegnamento e si rivolse ai monaci: “Allora, monaci, stabilirò una regola di pratica per le seguenti dieci ragioni: per il benessere del Sangha, per la felicità del Sangha, per il controllo delle persone cattive, per l’agio dei monaci ben istruiti, per il controllo delle corruzioni relative alla vita presente, per il controllo delle corruzioni relative alle vite future, per far nascere la fede in coloro che non ce l’hanno, per aumentare la fede di coloro che ce l’hanno, per la longevità del vero Dhamma e per sostenere la pratica. E, monaci, questa regola di pratica dovrebbe essere così recitata:

Giudizio finale
“Se un monaco si reca in una famiglia e viene invitato a prendere dolci o prodotti da forno, può accettarne due o tre ciotole, se lo desidera. Se ne accetta di più, commette una colpa che comporta la confessione. Se accetta due o tre ciotole, deve portarle via e condividerle con i monaci. Questa è la procedura corretta.”

Definizioni
Un monaco va in una famiglia:
una famiglia: ci sono quattro tipi di famiglie: la famiglia nobile, la famiglia brahmana, la famiglia dei mercanti, la famiglia dei lavoratori.
Va a:
è andato lì.
Dolci:
qualsiasi cosa sia stata preparata per essere consegnata.
Prodotti da forno:
tutto ciò che è stato preparato come provvista per un viaggio.
È invitato a prendere:
“Prendi quanto vuoi.”
Se lo desidera:
se lo desidera.
Può accettare due o tre ciotole:
due o tre ciotole possono essere accettate.
Se ne accetta di più:
se ne accetta di più, commette una colpa che comporta la confessione.
Se accetta due o tre ciotole:
se lascia quel posto e vede un monaco, deve dirgli: “Ho accettato due o tre ciotole da questo o quel posto; non accettare nulla da lì.” Se vede un monaco, ma non glielo dice, commette una colpa di cattiva condotta. Se colui al quale è stato detto di accettare da lì a prescindere, commette una colpa di cattiva condotta.
Dovrebbe portarlo via e condividerlo con i monaci:
deve portarlo via quando torna dal giro delle elemosine e poi condividerlo.
Questa è la procedura corretta:
questo è il metodo giusto.

Permutazioni
Se si tratta di più di due o tre ciotole, e le percepisce come di più, e le accetta, commette una colpa che comporta la confessione.
Se si tratta di più di due o tre ciotole, ma non ne è sicuro, e le accetta, commette una colpa che comporta la confessione.
Se si tratta di più di due o tre ciotole, ma le percepisce come di meno e le accetta, commette una colpa che comporta la confessione.
Se si tratta di meno di due o tre ciotole, ma le percepisce come di più, commette una colpa di cattiva condotta.
Se si tratta di meno di due o tre ciotole, ma non ne è sicuro, commette una colpa di cattiva condotta.
Se si tratta di meno di due o tre ciotole, ma le percepisce come di meno, non c’è colpa.

Nessuna colpa
Non c’è colpa: se si accettano due o tre ciotole; se si accettano meno di due o tre ciotole; se si dà qualcosa che non è stato preparato per la partenza o come provvista per il viaggio; se si dà l’avanzo di ciò che è stato preparato per la partenza o come provvista per il viaggio; se si dà dopo che il progetto di viaggio è stato annullato; se è da parte di parenti; se è da parte di chi ha fatto un invito; se è a beneficio di qualcun altro; se è per mezzo dei propri beni; se è pazzo; se è la prima colpa.
La regola di pratica su Kāṇamātā, la quarta, è terminata.

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Bhikkhu Brahmali. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.

Testo: Pācittiya