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Kv 14.5: Aññoanusayotikathā – Sul pregiudizio latente

Punto controverso: Il pregiudizio latente, in una qualsiasi delle sette forme, è diverso nel suo genere da un’insorgenza conclamata del vizio.

Commentario: Alcuni, come gli Andhaka, sostengono questo punto di vista, in quanto si può dire che una persona mediamente mondana, mentre i suoi pensieri sono eticamente buoni o neutrali, ha un pregiudizio latente per i sette vizi, ma non li manifesta apertamente.

Theravāda: Sostenete anche voi che le concupiscenze dei sensi sono di natura diversa dalle concupiscenze dei sensi apertamente manifestate? Negate, ma non potete sostenere la vostra tesi. Non si può sostenere che le concupiscenze dei sensi sono uguali a quelle manifestate, eppure negate l’identità nel caso di quelle manifeste e di quelle latenti.
Questo argomento vale anche per le altre sei forme: avversione, presunzione, falsa visione, dubbio, brama di vivere, ignoranza.

Andhaka: Ma se siamo in errore, non si può dire che un uomo mondano, mentre pensa ciò che è buono o immorale, abbia un pregiudizio latente, ma non manifesti apertamente nessuna delle sue forme?

Theravāda: Se affermate che la vostra tesi è giusta, dovete anche ammettere che, mentre si può dire che una persona del genere abbia la brama, anche se non la manifesta apertamente, la brama è di tipo diverso dalla sua palese manifestazione.

The Points of Controversy, traduzione in inglese dalla versione pâli del Kathāvatthu dell’Abhidhamma di Shwe Zan Aung e C.A.F. Rhys Davids. Pubblicato per la prima volta dalla Pali Text Society, 1915. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.

TestoKathavatthu