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Cp 15: Mahiṁsarājacariya – La condotta del re dei bufali

“Quando ero un bufalo
un bufalo che vagava per la foresta,
grande nel corpo e forte,
grosso e spaventoso da vedere.

In una grotta, su una collina scoscesa,v alla radice di un albero o in una pozza d’acqua,
ci sarebbe stato un posto per i bufali,
in un luogo o in un altro.

Vagando per l’imponente foresta,
ho visto un bel posto.
Mi ci sono recato,
mi sono fermato e mi sono sdraiato a riposare.

Poi arrivò una scimmia,
malvagia, ignobile e agile.
Sulla mia spalla, sulla fronte e sulle sopracciglia,
urinò e defecò.

Non solo quel giorno, ma un secondo,
un terzo e un quarto;
mi sporcava in continuazione,
mi molestava.

Vedendomi molestato,
uno spirito mi disse:
‘Uccidi quella bestiaccia, quella malvagia
con le tue corna e i tuoi zoccoli.’

A quelle parole, così risposi
a quello spirito:
‘Perché mi hai imbrattato
con una carcassa malvagia e ignobile?

Se fossi arrabbiato con lei
mi umilierei,
violando la mia morale,
sarei criticato da persone sagge.

Meglio morire puro
che vivere nella vergogna.
Come potrei, per amore della vita,
fare del male a un altro?’

Pensando a me, 
farà lo stesso con gli altri,
e per questo la uccideranno.
Allora sarò libero.

Perdonando il mancato rispetto
dal livello basso, medio e alto,
il saggio ottiene
il desiderio del proprio cuore.’”

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Bhikkhu Sujato, The Conduct Leading to Buddhahood. 
Tradotto in italiano da Enzo Alfano.

TestoCariyapitaka