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AN 9.13: Koṭṭhika Sutta – Koṭṭhita

Il Ven. Maha Kotthita si recò dal Ven. Sariputta e, dopo aver scambiato dei cortesi saluti, si sedette a lato. Lì seduto, disse al Ven. Sariputta: “È vero, amico Sariputta, che la vita santa viene vissuta sotto il Beato con lo scopo: ‘Che un’azione [il cui risultato] deve essere sperimentato nel qui-e-ora sia trasformata in un’azione [il cui risultato] deve essere sperimentato da me in una vita futura?'”
“No, amico mio.”
“Allora è vero, amico Sariputta, che la vita santa è vissuta sotto il Beato con lo scopo: ‘Che un’azione [il cui risultato] sarà sperimentato in una vita futura sia trasformata in un’azione [il cui risultato] sarà sperimentato da me in una vita futura?'”
“No, amico mio.”
“Allora è vero, amico Sariputta, che la vita santa è vissuta sotto il Beato con lo scopo: ‘Che un’azione [il cui risultato] sarà sperimentato in una vita futura sia trasformata in un’azione [il cui risultato] sarà sperimentato da me nel qui-e-ora?'”
“No, amico mio.”
“Allora è vero, amico Sariputta, che la vita santa viene vissuta sotto il Beato con lo scopo: ‘Che un’azione [il cui risultato] deve essere sperimentato come piacere sia trasformata in un’azione [il cui risultato] deve essere sperimentato da me come sofferenza?'”
“No, amico mio.”
“Allora è vero, amico Sariputta, che la vita santa è vissuta sotto il Beato con lo scopo: ‘Che un’azione [il cui risultato] è da sperimentare come sofferenza sia trasformata in un’azione [il cui risultato] è da sperimentare da parte mia come piacere?'”
“No, amico mio.”
“Allora è vero, amico Sariputta, che la vita santa viene vissuta sotto il Beato con lo scopo: ‘Che un’azione [il cui risultato] è da sperimentare quando è completamente maturo sia trasformata in un’azione [il cui risultato] è da sperimentare da parte mia quando non è completamente maturo?””
“No, amico mio”.
“Allora è vero, amico Sariputta, che la vita santa è vissuta sotto il Beato con lo scopo: ‘Che un’azione [il cui risultato] è da sperimentare quando non è completamente maturo sia trasformata in un’azione [il cui risultato] è da sperimentare da parte mia quando è completamente maturo?'”
“No, amico mio.”
“Allora è vero, amico Sariputta, che la vita santa è vissuta sotto il Beato con lo scopo: ‘Che un’azione [il cui risultato] è da sperimentare come grande sia trasformata in un’azione [il cui risultato] è da sperimentare da parte mia come misero?'”
“No, amico mio.”
“Allora è vero, amico Sariputta, che la vita santa è vissuta sotto il Beato con lo scopo: ‘Che un’azione [il cui risultato] è da sperimentare come misero sia trasformata in un’azione [il cui risultato] è da sperimentare da parte mia come grande?'”
“No, amico mio.”
“Allora è vero, amico Sariputta, che la vita santa viene vissuta sotto il Beato con lo scopo: ‘Che un’azione [il cui risultato] è da sperimentare sia trasformata in un’azione [il cui risultato] non deve essere sperimentato da me?'”
“No, amico mio.”
“Allora è vero, amico Sariputta, che la vita santa viene vissuta sotto il Beato con lo scopo: ‘Che un’azione [il cui risultato] non deve essere sperimentato sia trasformata in un’azione [il cui risultato] deve essere sperimentato da me?'”
“No, amico mio.”
“Ora, amico Sariputta, quando ti viene chiesto: ‘È vero che la vita santa è vissuta sotto il Beato con lo scopo: “Che un’azione [il cui risultato] deve essere sperimentato nel qui-e-ora sia trasformata in un’azione [il cui risultato] deve essere sperimentato da me in una vita futura?’, tu rispondi: ‘No, amico mio.'” Alla domanda: ‘È vero che la vita santa è vissuta sotto il Beato con lo scopo: ‘Che un’azione [il cui risultato] sarà sperimentato in una vita futura sia trasformata in un’azione [il cui risultato] sarà sperimentato da me nel qui-e-ora.’ … ‘Che un’azione [il cui risultato] sarà sperimentato come piacere sia trasformata in un’azione [il cui risultato] sarà sperimentato da me come sofferenza?’ … ‘Un’azione [il cui risultato] deve essere sperimentato come sofferenza, può essere trasformata in un’azione [il cui risultato] deve essere sperimentato da me come piacere?’ … ‘Un’azione [il cui risultato] deve essere sperimentato quando non è completamente matura può essere trasformata in un’azione [il cui risultato] deve essere sperimentato da me quando è completamente matura?’ … ‘Un’azione [il cui risultato] deve essere sperimentato come misero può essere trasformata in un’azione [il cui risultato] deve essere sperimentato da me come grande?’… ‘Un’azione [il cui risultato] deve essere da me sperimentato può essere trasformata in un’azione [il cui risultato] non deve essere sperimentato da me?’… ‘Un’azione [il cui risultato] non deve essere da me sperimentato può essere trasformata in un’azione [il cui risultato] deve essere sperimentato da me?'”, tu rispondi: “No, amico mio.” Allora, con quale scopo si vive la vita santa sotto il Beato?”
“La vita santa, amico mio, è vissuta sotto il Beato con lo scopo di conoscere, vedere, raggiungere, realizzare e superare ciò che è non conosciuto, non visto, non raggiunto, non realizzato e non superato.
E qual è, amico Sariputta, il non conosciuto, il non visto, il non raggiunto, il non realizzato e il non superato, per il quale la vita santa è vissuta sotto il Beato con lo scopo di conoscere, vedere, raggiungere, realizzare e superare?”
‘Questa è la sofferenza’, amico mio, ‘Questa è l’origine della sofferenza’, amico mio, ‘Questa è la cessazione della sofferenza’, amico mio, ‘Questo è il sentiero che conduce alla cessazione della sofferenza’, amico mio, è il non conosciuto, il non visto, il non raggiunto, il non realizzato e il non superato a cui la vita santa è vissuta sotto il Beato con lo scopo di conoscere, vedere, raggiungere, realizzare e superare. Questo è il non conosciuto, il non visto, il non raggiunto, il non realizzato e il non superato a cui la vita santa è vissuta sotto il Beato con lo scopo di conoscere, vedere, raggiungere, realizzare e superare.”

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Ṭhānissaro Bhikkhu, 1998 . Tradotto in italiano da Enzo Alfano.