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AN 3.54: Paribbājaka Sutta – Un asceta errante

Un asceta errante si recò dal Buddha … e chiese:

“Maestro Gotama, si parla di ‘un Dhamma visibile in questa stessa vita’. In che modo il Dhamma è visibile in questa stessa vita, immediatamente efficace, che invita all’analisi, rilevante, tanto che le persone sensibili possano comprenderlo da sole?”

“Una persona avida, sopraffatta dalla brama, ferisce se stessa, ferisce gli altri ed entrambi. Prova pena mentale e tristezza. Quando la brama viene abbandonata, non ferisce se stessa né gli altri né entrambi. Non prova pena mentale e tristezza. Una persona avida compie azioni cattive con il corpo, con la parola e con la mente. Quando la brama viene abbandonata, non compie azioni cattive con il corpo, con la parola e con la mente.
Una persona avida non comprende realmente come agire per il proprio bene, per il bene degli altri o di entrambi. Quando la brama viene abbandonata, comprende realmente come agire per il proprio bene, per il bene degli altri o di entrambi. In questo modo il Dhamma è visibile in questa stessa vita, immediatamente efficace, che invita all’analisi, rilevante, tanto che le persone sensibili possano comprenderlo da sole.

Una persona colma d’odio …

Una persona colma d’ignoranza …. Quando l’ignoranza viene abbandonata, comprende realmente come agire per il proprio bene, per il bene degli altri o di entrambi. In questo modo il Dhamma è visibile in questa stessa vita, immediatamente efficace, che invita all’analisi, rilevante, tanto che le persone sensibili possano comprenderlo da sole.”

“Magnifico, Maestro Gotama! Straordinario! Proprio come se si rivoltasse ciò che era capovolto, si rivelasse ciò che era nascosto, si mostrasse la via a chi si era smarrito, o si recasse una luce nell’oscurità in modo che chi ha occhi possa vedere le forme, allo stesso modo il Maestro Gotama — con vari metodi — ha reso chiaro il Dhamma. Io prendo rifugio nel Maestro Gotama, nel Dhamma, e nella comunità dei monaci. Possa il maestro Gotama accettarmi come seguace laico che ha preso in lui rifugio, da questo giorno e per tutta la vita.”

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Bhikkhu Sujato, 2018. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.