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SN 48.37: Dutiyavibhaṅga Sutta – Analisi (2)

“Monaci, ci sono queste cinque facoltà. Quali cinque? La facoltà del piacere, del dolore, della felicità, della tristezza e dell’equanimità.
E qual è la facoltà del piacere? Il godimento fisico, il piacere fisico, la sensazione piacevole che nasce dal contatto fisico. Questa è la facoltà del piacere.
E qual è la facoltà del dolore? Il dolore fisico, il malessere fisico, la sensazione dolorosa e sgradevole che nasce dal contatto fisico. Questa è la facoltà del dolore.
E qual è la facoltà della felicità? Il godimento mentale, il piacere mentale, la sensazione piacevole che nasce dal contatto mentale. Questa è la facoltà della felicità.
E qual è la facoltà della tristezza? Il dolore mentale, il dispiacere mentale, la sensazione dolorosa e spiacevole che nasce dal contatto mentale. Questa è la facoltà della tristezza.
E qual è la facoltà dell’equanimità? Non provare sensazioni piacevoli o spiacevoli, sia fisiche che mentali. Questa è la facoltà dell’equanimità.
In questo contesto, le facoltà del piacere e della felicità vanno comprese come sensazioni piacevoli. Le facoltà del dolore e della tristezza vanno comprese come sensazioni dolorose. La facoltà dell’equanimità va compresa come una sensazione neutra. Queste sono le cinque facoltà.”

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Bhikkhu Sujato, 2018. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.