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SN 24.19: Vāta Sutta – Venti

A Sāvatthī.
“Monaci, quando una realtà esiste, per attaccamento e per tendenza, sorge la visione: ‘I venti non soffiano; i fiumi non scorrono; le donne incinte non partoriscono; la luna e le stelle non sorgono né tramontano, ma stanno ferme come una colonna’?”
“I nostri insegnamenti sono radicati nel Buddha. …”
“Quando esiste la forma, per attaccamento e per tendenza alla forma, sorge la visione: “I venti non soffiano; i fiumi non scorrono; le donne incinte non partoriscono; la luna e le stelle non sorgono né tramontano, ma stanno ferme come una colonna.” Quando esiste la sensazione … la percezione … le formazioni mentali … la coscienza, per attaccamento e per tendenza alla coscienza, sorge la visione: “I venti non soffiano; i fiumi non scorrono; … ma stanno ferme come una colonna.”
Cosa ne pensate, monaci? La forma è permanente o impermanente?”
“Impermanente, signore.” …
“Ma non cogliendo ciò che è impermanente, ciò che è sofferenza ed effimero, sorgerebbe la visione: ‘I venti non soffiano; … ma stanno ferme come una colonna’?”
“No, signore.”
“E così, quando esiste la sofferenza, per attaccamento e per tendenza alla sofferenza, sorge la visione: ‘I venti non soffiano; i fiumi non scorrono; … ma stanno ferme come una colonna’.
La sensazione … la percezione … le formazioni mentali … la coscienza è permanente o impermanente?”
“Impermanente, signore”. …
“Ma non cogliendo ciò che è impermanente, ciò che è sofferenza ed effimero, sorgerebbe una tale visione?”
“No, signore.”
“E così, quando esiste la sofferenza, per attaccamento e per tendenza alla sofferenza, sorge la visione: ‘I venti non soffiano; i fiumi non scorrono; … ma stanno ferme come una colonna’.

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Bhikkhu Sujato, 2018. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.