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Np 18: Rūpiya – Denaro

Storia
Un tempo il Buddha soggiornava a Rājagaha nel boschetto di bambù, la riserva degli scoiattoli. In quel periodo il venerabile Upananda frequentava una famiglia da cui riceveva regolarmente un pasto. Ogni volta che quella famiglia otteneva del cibo, ne metteva da parte una porzione per Upananda. E così fecero quando una sera ottennero della carne.
Il mattino seguente il figlio si alzò presto e gridò: “Datemi della carne!” L’uomo disse alla moglie: “Dategli la porzione del venerabile. Compreremo qualcos’altro per il venerabile.”
La mattina stessa Upananda si vestì, prese ciotola e mantello e andò da quella famiglia dove si sedette sul posto preparato. Il capofamiglia si avvicinò a Upananda, si inchinò, si sedette e disse: “Ieri sera, venerabile, ci siamo procurati un po’ di carne e ne abbiamo messo da parte una parte per te. Ma al mattino nostro figlio si è alzato presto e ha gridato: “Datemi della carne!” e noi gli abbiamo dato la tua parte. Cosa possiamo darti per una kahāpaṇa?”
“Mi state dando una moneta di kahāpaṇa per me?”
“Sì”.
“Allora datemi quella kahāpaṇa.”
Dopo aver dato una kahāpaṇa a Upananda, quell’uomo si lamentò e lo criticò: “I monaci sakya accettano denaro proprio come noi.”
I monaci ascoltarono le lamentele di quell’uomo e si lamentarono e lo criticarono: “Come può il venerabile Upananda ricevere denaro?”
Dopo averlo rimproverato in molti modi, lo dissero al Buddha. Poco dopo egli riunì il Sangha e interrogò Upananda: “È vero, Upananda, che hai fatto questo?”
“È vero, signore.”
Il Buddha lo rimproverò… “”Stolto, come hai potuto fare questo? Questo influenzerà la fede della gente…” … “E, monaci, questa regola di pratica dovrebbe essere così recitata”:

Giudizio finale
“Se un monaco prende, fa prendere a qualcun altro o acconsente che oro e argento vengano raccolti per lui, commette una colpa che comporta la rinuncia e la confessione.”.

Definizioni
A:
chiunque …
Monaco:
… Il monaco che ha ricevuto l’ordinazione completa da un Sangha unanime attraverso una procedura legale che consiste in una mozione e tre avvisi, che è irreversibile e adatta a rimanere – questo tipo di monaco è inteso in questo caso.
Oro:
si intende ciò che ha il colore del Maestro.
Argento:
una moneta kahāpaṇa, una moneta māsaka di rame, una moneta māsaka di legno, una moneta māsaka di resina – qualsiasi cosa sia usata in commercio.
Prende:
se se ne impossessa personalmente, commette una colpa che comporta la rinuncia e la confessione.
Fa prendere a qualcun altro:
se la fa prendere a un altro, commette una colpa che comporta la rinuncia e la confessione.
Acconsente che … sia raccolto per lui:
se qualcuno dice: “Questo è per te” e lui acconsente che venga raccolto per lui, diventa soggetto a rinuncia.
Dovrebbe essere ceduto insieme al Sangha. “E, monaci, dovrebbe essere ceduto in questo modo. Dopo essersi avvicinato al Sangha, il monaco deve mettersi la veste superiore su una spalla e portare rispetto ai monaci anziani. Dovrebbe poi accovacciarsi sui talloni, e amani giunte dire:
“Venerabili, ho ricevuto del denaro. Devo cederlo. Lo cedo al Sangha.”
Dopo aver rinunciato, deve confessare la colpa. La confessione deve essere ricevuta da un monaco competente e capace.
Se è disponibile un addetto al monastero o un seguace laico, bisogna dirgli: “Controlla questo”. Se dice: “Cosa posso darti con questo?”, non si deve dire: “Prendi questo o quello”; si deve indicare ciò che è permesso: ghee, olio, miele o sciroppo. Se fa un acquisto e riporta ciò che è consentito, tutti possono gustarlo tranne colui che ha ricevuto il denaro.
Se questo è ciò che accade, tutto va bene. In caso contrario, bisogna dirgli: “Gettalo via”. Se lo getta via, tutto va bene. Se non lo fa, si deve nominare come responsabile dei soldi un monaco che abbia cinque qualità: uno che non sia influenzato dal desiderio, dalla cattiva volontà, dalla confusione o dalla paura e che sappia cosa è stato gettato via e cosa non è stato gettato via.
“E, monaci, ecco come dovrebbe essere nominato. Prima si dovrebbe chiedere al monaco e poi un monaco competente e capace dovrebbe informare il Sangha:
‘Per favore, venerabili, chiedo al Sangha di ascoltare. Se il Sangha lo ritiene appropriato, dovrebbe nominare il monaco tal dei tali come responsabile del denaro”. Questa è la mozione:
“Per favore, venerabili, chiedo al Sangha di ascoltare. Il Sangha nomina il monaco tal dei tali come responsabile del denaro. Tutti i monaci che sono d’accordo nel nominare il monaco tal dei tali come responsabile del denaro devono rimanere in silenzio. I monaci che non sono d’accordo devono parlare.
Il Sangha ha nominato il monaco tal dei tali come responsabile del denaro. Il Sangha approva e quindi tace. Lo ricorderò così.”
Il monaco designato deve gettarlo via senza prendere nota del luogo in cui lo getta. Se prende nota del luogo in cui lo getta, commette una colpa di cattiva condotta.

Permutazioni
Se è denaro e lo percepisce come tale e lo riceve, commette una colpa che comporta la rinuncia e la confessione. Se si tratta di denaro, ma non ne è sicuro, e lo riceve, commette una colpa che comporta la rinuncia e la confessione. Se è denaro, ma non lo percepisce come tale, e lo riceve, commette una colpa che comporta la rinuncia e la confessione.
Se non è denaro, ma lo percepisce come tale, commette una colpa di cattiva condotta. Se non è denaro, ma non ne è sicuro, commette una colpa di cattiva condotta. Se non è denaro e non lo percepisce come tale, non c’è colpa.

Nessuna colpa
Non c’è colpa se, all’interno di un monastero o di un alloggio, lo prende o lo fa prendere a qualcuno e poi lo mette da parte pensando: “Chi lo possiede verrà a prenderlo”; se è pazzo; se è la prima colpa.
La regola di pratica sul denaro, l’ottava, è terminata.

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Bhikkhu Brahmali. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.

Testo: Nissaggiya Pācittiya