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Kv 18.7: Jhānantarikakathā – Sui Jhāna e sui suoi intermediari

Punto controverso: Esiste uno stadio intermedio tra il Primo e il Secondo Jhāna.

Commentario: I Sammitiya e alcuni altri Andhaka ritengono che, nella serie dei Cinque Jhana, l’Eccelso non intendesse classificare, ma solo indicare, tre forme di concentrazione. Ma non conoscendo quella forma di concentrazione che è accompagnata da un pensiero sostenuto (savicara) e che conta solo l’applicazione iniziale (vitakka), essi ritengono che la prima interviene tra il Primo e il Secondo Jhāna, costituendo così una serie successiva di cinque jhāna.

Theravāda: Ma questo implica stadi intermedi tra il contatto o la sensazione, o la percezione…
Inoltre, perché negare gli stadi intermedi tra il Secondo e il Terzo, o il Terzo e il Quarto Jhāna? Se li negate qui, dovete negarli anche tra il Primo e il Secondo Jhāna.
Non si possono mantenere gli stadi intermedi solo tra il Primo e il Secondo Jhāna, negando l’esistenza di tali stadi tra gli altri.
Voi dite che la concentrazione della mente accompagnata dal solo pensiero sostenuto, senza la sua applicazione iniziale, costituisce lo stadio intermedio. Ma perché fare un’eccezione in questo modo? O perché non includere le altre due forme, accompagnate da entrambe o da nessuna? Se negate che la concentrazione con o senza applicazione iniziale e sostenuta del pensiero sia un intervallo Jhānico, perché non lo negate nel caso della concentrazione senza applicazione iniziale, ma con sostentamento del pensiero?
Voi sostenete che nello spazio intermedio tra la manifestazione di due stadi del Jhāna c’è concentrazione solo nel pensiero sostenuto, senza applicazione iniziale del pensiero. Ma mentre questa concentrazione procede, il primo Jhāna non è forse terminato e il secondo Jhāna si è manifestato? Voi assentite, ma in questo modo contraddite la vostra tesi.

Sammitiya, Andhaka: Se siamo in errore, la concentrazione nel solo pensiero sostenuto, senza l’applicazione iniziale del pensiero, costituisce uno dei quattro Jhāna? Voi dite di no. Allora deve costituire uno stato intermedio, come noi affermiamo.

Theravāda: Ma l’Eccelso non ha forse dichiarato tre forme di concentrazione, cioè sia nel pensiero applicato che in quello sostenuto, solo in quest’ultimo e dove non c’è nessuno dei due? Se è così, non si può individuare la seconda forma di concentrazione come uno stato intermedio tra i Jhāna.

The Points of Controversy, traduzione in inglese dalla versione pâli del Kathāvatthu dell’Abhidhamma di Shwe Zan Aung e C.A.F. Rhys Davids. Pubblicato per la prima volta dalla Pali Text Society, 1915. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.

TestoKathavatthu