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Kv 14.1: Kusalākusalapaṭisandahanakathā – Sulla reciproca continuità tra bene e male

Punto controverso: Una base di pensiero cattiva è consecutiva a una base buona, e viceversa.

Commentario: Ciò che è buono non può seguire direttamente e immediatamente ciò che è cattivo, né viceversa. Tale continuità reciproca è anomala. Alcuni, tuttavia, come i Mahasanghika, ritengono che, se una stessa cosa può piacere e poi non piacere, si verifica, in tal caso, una continuità reciproca. I pensieri buoni e cattivi non possono verificarsi consecutivamente durante gli stadi di javana (appercezione) in un unico e medesimo processo di cognizione, in quanto ogni corso del pensiero buono o cattivo comporta un distinto preliminare “avviso di coscienza”.

Theravāda: Voi state affermando che l’avviso, la regolazione della mente che sorge per la coscienza eticamente cattiva è proprio l’avviso e la regolazione della mente che sorge per la coscienza eticamente buona. Voi dite “No”, pur insistendo sulla vostra tesi. Allora dovete intendere che la coscienza buona può sorgere senza che la mente venga avvisata o regolata? Voi sostenete il contrario? Allora, se la coscienza buona in questione sorge per una mente già avvisata e regolata, è sbagliato dire che una base di ciò che è cattivo è consecutiva a ciò che è buono.
Ciò che è cattivo sorge per un’attenzione mal diretta? Voi acconsentite. Dite altrettanto del bene che, secondo voi, è consecutivo ad esso? Non è forse più giusto dire che la coscienza del bene è stata preceduta da un’attenzione diretta correttamente? Siete d’accordo. Allora quel pensiero cattivo non può essere immediatamente consecutivo a questo pensiero buono.
Inoltre, siete disposti ad ammettere che l’idea di rinuncia segue immediatamente quella di desiderio? Che l’idea di benevolenza segue immediatamente quella di malignità? Che l’idea di gentilezza segue immediatamente quella di crudeltà, l’idea di amore su quella di malevolenza, la pietà sulla cattiveria, la gioia empatica sullo sdegno, l’equanimità sul rancore? … .
(Lo stesso argomento viene ora applicato per confutare la seconda parte della tesi, cioè “che una base di ciò che è buono è consecutiva a una base di ciò che è cattivo”?)

Mahāsaṅghika: Ma se siamo in errore, ammetterete che ci si può innamorare e disinnamorare di uno stesso oggetto? Sicuramente allora la nostra tesi è giusta, cioè che una cosa cattiva è consecutiva a una cosa buona e viceversa.

The Points of Controversy, traduzione in inglese dalla versione pâli del Kathāvatthu dell’Abhidhamma di Shwe Zan Aung e C.A.F. Rhys Davids. Pubblicato per la prima volta dalla Pali Text Society, 1915. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.

TestoKathavatthu