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Dhammapada: vv. 1- 99

Versi in coppia

Namo tassa
bhagavato arahato
samma sambuddhassa

Omaggio al Beato,
Nobile e Perfettamente Illuminato

 

1
Tutto ciò che siamo è generato dalla mente.
E’ la mente che traccia la strada.
Come la ruota del carro segue
l’impronta del bue che lo traina
così la sofferenza ci accompagna
quando sventatamente parliamo o agiamo
con mente impura.

2
Tutto ciò che siamo è generato dalla mente.
E’ la mente che traccia la strada.
Come la nostra ombra incessante ci segue
così ci segue il benessere
quando parliamo o agiamo
con purezza di mente.

3
“Mi hanno insultato, maltrattato,
mi hanno offeso, derubato”:
impigliati in tali pensieri
ravviviamo il fuoco dell’odio.

4
Se ci liberiamo del tutto
da pensieri che insinuano:
“Mi hanno insultato, maltrattato,
mi hanno offeso, derubato”,
l’odio è spento.

5
L’odio non può sconfiggere l’odio,
solo esser pronti all’amore lo può.
Questa è la legge eterna.

6
Chi è litigioso dimentica
che moriremo tutti;
non ci sono litigi
per il saggio che riflette sulla morte.

7
Come un vento burrascoso sradica un albero fragile
così chi incurante si aggrappa al piacere
indulge al cibo e alla pigrizia
può sradicarlo Mara.

8
Come un vento burrascoso
non scuote una montagna di roccia
così chi contempla
la realtà del corpo
chi coltiva la fede e l’entusiasmo
non è turbato da Mara.

9
Indossare l’abito del rinunciante
non conduce di per sé alla purezza.
Coloro che lo indossano e tuttavia mancano
di accuratezza sono infingardi.

10
Totalmente padrone di sé
onesto e accurato nel comportamento:
ecco chi è degno
dell’abito di rinunciante.

11
Scambiando la falsità per verità
la verità per falsità
si vive immersi nella menzogna.

12
Ma vedendo il falso come falso
e il vero come vero
si vive in impeccabile verità.

13
Come la pioggia penetra attraverso
un tetto male impagliato
così le tempestose passioni
si insinuano in un cuore non domato.

14
Come la pioggia non può penetrare
attraverso un tetto ben impagliato
così le passioni non invadono
un cuore ben addestrato.

15
Quando con chiarezza vediamo
la nostra mancanza di virtù
il rammarico ci assale;
sia ora che in futuro ci affliggiamo.

16
Quando sinceramente apprezziamo
la benefica purezza delle nostre azioni
siamo ricolmi di gioia;
sia ora che in futuro
celebriamo la gioia.

17
Chi fa del male
crea la propria sofferenza
nel presente e nel futuro.
Il pensiero assillante
del proprio torto
tiene schiava la mente
e precipita nel caos.

18
Nel presente e nel futuro
chi vive con onestà la propria vita
è felice comunque.
Spontaneamente
apprezza la virtù
ed è di casa nella gioia.

19
Chi è erudito nel Dhamma
ma non vive
in accordo con esso,
come un mandriano
che brami le bestie altrui
non gusta i benefici
del percorrere la Via.

20
Sapendo pochissimo di Dhamma
ma vivendo in sincero accordo con esso
trasformando le passioni
l’avidità, l’odio, la confusione
liberandosi da ogni attaccamento
al presente e al futuro
si gustano i benefici
del percorrere la Via.

LA CONSAPEVOLEZZA

21
La consapevolezza ricettiva apre alla vita
la fuga nella distrazione è un sentiero di morte
chi è consapevole è totalmente vivo
chi è distratto
è come fosse già morto.

22
Il saggio, totalmente vivo, gioisce
della ricettività consapevole
e lieto dimora
in questa qualità.

23
I risvegliati saldi nella propria risoluzione
si impegnano con tutti se stessi
e conoscono la libertà dalla schiavitù:
liberazione, unica vera sicurezza.

24
Chi spende tutta la sua energia
nel percorrere la Via
chi è puro e sollecito nell’impegno
raccolto e onesto nel comportamento
vede accrescere in sé l’esultanza.

25
Con l’impegno, l’attenzione
la rinuncia e la padronanza di sé
il saggio fa di se stesso un’isola
che nessuna inondazione può sommergere.

26
Chi è stolto e confuso
si smarrisce nella distrazione.
Il saggio fa tesoro della consapevolezza
che ha coltivato
come il più prezioso dei possessi.

27
“Non smarrirti nella trascuratezza,
non perderti nella sensualità”.
Tenendo caro questo consiglio
il contemplativo gusta
un profondo sollievo.

28
I risvegliati
che hanno assaporato la libertà
da ogni distrazione
coltivando la consapevolezza
vedono tutti i sofferenti
alla luce della compassione,
come chi dalla cima di una montagna
osservi la pianura.

29
Consapevole in mezzo ai distratti
sveglio in mezzo a chi dorme
il saggio procede
come un giovane vivace cavallo
lasciandosi alle spalle gli altri, esausti.

30
Accurato nella consapevolezza
il dio Magha conquistò il suo regno.
L’accuratezza è sempre ricompensata,
la trascuratezza smascherata.

31
Il rinunciante che ama vegliare
e rifugge la distrazione
avanza come un fuoco d’erba
consumando ostacoli grandi e piccoli.

32
Il rinunciante che ama vegliare
e rifugge la distrazione
è protetto, non può retrocedere:
va dritto verso la liberazione.

LA MENTE

33
Come il fabbro forgia una freccia
così il saggio trasforma la mente
di per sé irrequieta, instabile
e difficile da governare.

34
Come un pesce trascinato via
dalla sua casa sott’acqua
e scagliato sulla terraferma
si dibatte
così freme il cuore
quando viene rapito
dalla corrente di Mara.

35
E’ difficile da educare la mente attiva
capricciosa e vagabonda:
padroneggiarla è essenziale
perché porta gioia e benessere.

36
La mente custodita e sorvegliata
fa sentire a casa.
Per quanto elusiva, sottile e difficile da afferrare
chi è all’erta
dovrebbe custodire e sorvegliare la mente.

37
Libera vagabonda
senza forma
la mente dimora nell’intima caverna del cuore.
Dominandola
si è liberi
dalle catene dell’ignoranza.

38
In chi ha la mente instabile
il cuore non lavorato
dai veri insegnamenti
e una fede immatura
non è ancora cresciuta
appieno la saggezza.

39
Non esiste paura
per un cuore incontaminato
dalle passioni
e una mente libera dall’astio.
Chi vede al di là del bene e del male
è sveglio.

40
Considerando questo corpo fragile
come un vaso di coccio
fortificando il cuore come le mura di una città
si può fronteggiare Mara
con l’arma della visione profonda.
Il vantaggio del non-attaccamento
protegge quanto è già stato conquistato.

41
Ben presto questo corpo giacerà senza vita:
per terra abbandonato
privo di coscienza
inutile come un ceppo bruciato.

42
Peggio di un ladro
peggio di un nemico
un cuore mal indirizzato
invoglia a nuocere.

43
Non tua madre non tuo padre
né chiunque della famiglia
può darti dono più prezioso
di un cuore ben diretto.

FIORI

44
Chi vede secondo verità
così come sono
la terra, il corpo
i mondi infernali e celesti?
Chi sa discernere
la Via di saggezza ben esposta
con l’occhio esperto del fioraio
che sceglie i fiori senza difetti?

45
Chi consapevole percorre la Via:
ecco chi vede la terra, il corpo
i mondi infernali e celesti
così come sono.
Ecco chi sa discernere
la Via della saggezza ben esposta.

46
Ricorda che il corpo è fugace
come la schiuma del mare, un miraggio.
Il fiore della passione sensuale
nasconde un artiglio.
Ricordalo, e passa oltre la morte.

47
Come un’improvvisa alluvione
può spazzar via un villaggio addormentato
così può la morte distruggere
quelli che cercano solo i fiori casuali
dei piaceri dei sensi.

48
Essere insoddisfatti e inappagati
e tuttavia cercare ancora solo
i fiori casuali dei piaceri dei sensi
sottomette al dominio del distruttore.

49
Come un’ape raccogliendo il nettare
non nuoce né danneggia
il colore e il profumo del fiore
così il saggio si muove
nel mondo.

50
Non soffermarti sugli errori
e i difetti degli altri;
cerca invece di esaminare
con chiarezza i tuoi.

51
Deludenti come un fiore bello
ma senza profumo
sono le parole sagge
senza retta azione.

52
Come un fiore
dal delizioso profumo
è la parola saggia e amorevole
accompagnata dalla retta azione.

53
Come con un mazzo di fiori
si possono intrecciare ghirlande
con questa nostra esistenza umana
possiamo fare ghirlande
di nobili azioni.

54
Il profumo di fiori o del legno di sandalo
si diffonde solo col vento a favore
ma la fragranza della virtù
pervade tutte le direzioni.

55
Impareggiabile è il profumo
della virtù
anche per i fiori
e per il legno di sandalo.

56
L’aroma del legno di sandalo
e il profumo dei fiori
sono un tenue piacere
rispetto alla fragranza della virtù
che raggiunge anche i regni celesti.

57
Mara non può catturare
chi vive in ricettiva consapevolezza
chi per impeccabile conoscenza è libero
e coltiva la virtù.

58-59
Come il loto cresce
in grazia e profumo
da un mucchio di rifiuti
abbandonati
la luce del vero discepolo
del Buddha
rischiara le buie ombre
sparse dall’ignoranza.

LO STOLTO

60
Lunga è la notte
per chi non può dormire.
Lungo il viaggio per chi è stanco.
Immersa nell’ignoranza, lunga e tediosa la vita
per chi ignora la verità.

61
Se non trovi compagni
che abbiano viaggiato
almeno quanto te
è meglio camminare solo
che accompagnarsi a chi
è esitante.

62
“Penso a mio figlio, penso ai miei beni”:
ecco le preoccupazioni
degli stolti.
Se nemmeno noi ci apparteniamo
a che queste pretese?

63
Lo stolto che sa di essere stolto
ha un pizzico di saggezza;
lo stolto che pensa di esser saggio
è impudentemente stolto.

64
Come il cucchiaio non può
gustare il sapore della minestra
così è lo stolto, che non intende la verità
pur vivendo per una vita
in mezzo ai saggi.

65
Come la lingua che gusta
il sapore della minestra
è chi vede distintamente
la verità, essendo stato un poco
in compagnia di chi è saggio.

66
Sventatamente agendo male
l’incauto stolto
genera per se amari frutti.
Si comporta come fosse il peggiore nemico di se stesso.

67
Un’azione è scorretta quando
a ripensarci proviamo rimorso:
piangendo di rammarico
si colgono i suoi frutti.

68
Un’azione è corretta quando
a ripensarci non proviamo rimorso:
nella gioia si colgono i suoi frutti.

69
Gli stolti si figurano le cattive azioni
dolci come il miele
finché non vedono le conseguenze.
Quando ne scorgono i frutti
certo gli stolti soffrono.

70
Mesi di rigido ascetismo
vivendo di dieta frugale:
uno stolto non può paragonarsi
a chi semplicemente vede la verità.

71
Il latte fresco
non caglia immediatamente
non immediatamente le azioni ingiuste
recano frutto;
tuttavia gli stolti soffrono
di certo le conseguenze
della loro stoltezza
come bruciassero posando
su braci ricoperte di cenere.

72
Stolti sono coloro che abusano
di qualsiasi dono dispongano
distruggendo
la propria fortuna.

73-74
Cresce la presunzione e la brama degli stolti
con l’esigere immeritata autorità
riconoscimento e compenso;
la falsità colora la loro sete
vogliono esser visti
potenti e perspicaci.

75
Due sentieri distinti:
quello che porta al guadagno mondano
e quello che porta alla liberazione.
Accorto, il discepolo rinunciante
evita la distrazione
del gioco mondano di guadagni e successi
per dimorare in solitudine.

IL SAGGIO

76
Spuntano doni del cielo
stando in compagnia
di chi è saggio e perspicace
di chi con accortezza offre
dissuasione e consiglio
come guidando a un tesoro nascosto.

77
Che il saggio guidi gli esseri
via dall’oscurità
che offra orientamento e consiglio;
ne farà tesoro l’onesto
li rifiuterà lo stolto.

78
Non cercare la compagnia
di chi è sviato
guardati da chi si è guastato.
Cerca e gioisci della compagnia
di amici fidati sulla Via
di chi la visione profonda difende.

79
Abbandonarsi al Dhamma
porta serenità.
Il saggio vive nella perenne gioia
della verità dal Risvegliato svelata.

80
I costruttori di canali
convogliano il flusso dell’acqua.
Il fabbro forgia le frecce.
Il falegname lavora il legno.
Il saggio doma se stesso.

81
Come una solida roccia
non è scossa dal vento
imperturbato è il saggio
dalla lode e dal biasimo.

82
All’udire il vero insegnamento
il cuore ricettivo
si fa sereno
come un lago, profondo, limpido e silente.

83
Chi è virtuoso è libero.
Non indulge a discorsi futili
sui piaceri dei sensi.
Prova sia gioia che dolore
ma nessuno dei due lo possiede.

84
Non per proprio interesse
né a favore di altri: mai
una persona saggia nuoce
nell’interesse della famiglia
del patrimonio o per guadagno.
A ragione costui viene chiamato
virtuoso e saggio.

85
Quelli che raggiungono l’altra sponda sono pochi.
I più vagano avanti e indietro, senza fine, su questa sponda
non arrischiandosi al viaggio.

86
Anche se è difficile attraversare
il burrascoso oceano della passione
chi vive in accordo
con il vero insegnamento della Via
raggiunge l’altra sponda.

87-88
Mirando all’obiettivo della liberazione
il saggio abbandona l’oscurità
e ha cara la luce
si lascia alle spalle
la sicurezza meschina
e cerca la libertà dall’attaccamento.
Il desiderio di libertà
è cosa ardua e rara
ma il saggio continuerà a cercare
distaccandosi da tutto ciò che si frappone
purificando il cuore e la mente.

89
Liberati dal desiderio
non soggiogati dalla comune avidità
quelli che si accordano con la Via
conoscono la meraviglia del non-attaccamento
e pur dimorando nel mondo
luminosi risplendono.

IL RISVEGLIATO

90
Non c’è più tensione
per chi ha portato a compimento
il proprio viaggio
ed è libero
dal tormento della schiavitù.

91
Pronto alle necessità del viaggio
chi percorre il sentiero della consapevolezza
scivola via silenzioso come un cigno
abbandonando i vecchi luoghi di riposo.

92
Come gli uccelli non lasciano
orme nell’aria
la sua mente non si aggrappa
alle tentazioni che gli si offrono.
La sua rotta
è lo stato di liberazione senza tracce
invisibile agli altri.

93
Libero
da ogni ostacolo
non assillato dal cibo
la sua rotta
la liberazione senza tracce.
Come un uccello che si libra nell’aria
senza orme percorre il sentiero.

94
Come un cavallo ben addestrato dal padrone
è chi abilmente
ha domato i propri sensi;
liberato il cuore
da orgoglio e impurità
desta una gioia che tutto pervade.

95
Pazienti come la terra
non turbati da rabbia
saldi come pilastri
pacati come un limpido e quieto stagno
sono gli esseri che scoprono come non cadere
nelle reazioni nate dalla confusione.

96
Chi attraverso la retta comprensione
arriva allo stato
di perfetta libertà
è sereno nel corpo
nella parola, nella mente.
Gli alti e bassi della vita
non lo scuotono.

97
Chi conosce ciò che non è nato
chi è libero e placato
chi ha abbandonato il desiderio
è il più nobile degli esseri.

98
Nella foresta, in città
o in aperta campagna
regna la gioia nella dimora
di chi è pienamente libero.

99
Gli esseri liberi dall’ebbrezza
del piacere dei sensi
conoscono una gioia unica al mondo.
Cercano nei boschi la quiete
che il mondo rifugge.

Libera traduzione in inglese di Ajahn Munindo. Traduzione in italiano di Chandra Candiani.