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AN 5.7: Kāma Sutta – Piaceri dei sensi

Monaci, la maggior parte degli esseri sono affascinati dai piaceri dei sensi. Quando una persona di buona famiglia abbandona la vita domestica per intraprendere l’ascetismo può essere definito come una persona di buona famiglia che ha intrapreso la vita ascetica per fede. Perché? I piaceri sensuali, di questo o di quel tipo, li possono avere i giovani. I piaceri dei sensi inferiori, medi e superiori sono tutti semplicemente definiti come piaceri dei sensi.

Immaginate un bambino piccolo, ignaro, sdraiato sulla schiena, mettersi in bocca un pezzo di legno o un sassolino perché la sua balia è distratta. Subito la sua balia cercherà di estrarlo. Se non ci riuscisse subito a rimuoverlo metterebbe la mano sinistra sulla fronte del bambino e il dito della mano destra in gola per cercare di tiralo fuori, anche con un po’ di sangue. Perché? Il bambino soffrirebbe un poco – questo non lo nego – ma la balia ha fatto tutto questo per il bene del bambino, colma di compassione per lui. Tuttavia, quando il bambino sarà cresciuto e avrà abbastanza buon senso, la balia non si preoccuperebbe più di lui, pensando: ‘Adesso il ragazzo può badare a se stesso. Non è più negligente.

Allo stesso modo, se un monaco non è ancora saldo nella fede
nel coltivare qualità positive, nel senso di vergogna,
nel coltivare qualità positive, nel timore morale,
nel coltivare qualità positive, nell’energia,
nel coltivare qualità positive e in saggezza,
nel coltivare qualità positive, io devo aver cura di lui. Ma
quando un monaco sarà saldo nella fede
nel coltivare qualità positive, …. e in saggezza,
nel coltivare qualità positive, allora io non mi preoccuperei più di lui, pensando:
‘Adesso il monaco può badare a se stesso. Non sarà più negligente.’”

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Bhikkhu Bodhi, The Numerical Discourses of the Buddha (Wisdom Publications, 2012). Tradotto in italiano da Enzo Alfano.