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AN 4.192: Ṭhāna Sutta – Caratteristiche

“Monaci, queste quattro caratteristiche possono essere conosciute per mezzo di quattro [altre] caratteristiche. Quali quattro?

È attraverso la convivenza che la virtù di una persona può essere conosciuta, e solo dopo un lungo periodo, non un breve periodo; da colui che è attento, non da colui che è disattento; da colui che è saggio, non da colui che non è saggio.
È attraverso il frequentare una persona che la sua purezza può essere conosciuta, e solo dopo un lungo periodo, non un breve periodo; da colui che è attento, non da colui che è disattento; da colui che è saggio, non da colui che non è saggio.
È attraverso le avversità che la resistenza di una persona può essere conosciuta, e solo dopo un lungo periodo, non un breve periodo; da colui che è attento, non da colui che è disattento; da colui che è saggio, non da colui che non è saggio.
È attraverso la discussione che il discernimento di una persona può essere conosciuto, e solo dopo un lungo periodo, non un breve periodo; da colui che è attento, non da colui che è disattento; da colui che è saggio, non da colui che non è saggio.

[1] ‘È attraverso la convivenza che la virtù di una persona può essere conosciuta, e solo dopo un lungo periodo, non un breve periodo; da colui che è attento, non da colui che è disattento; da colui che è saggio, non da colui che non è saggio’: così è stato detto. E in riferimento a cosa è stato detto? C’è il caso in cui un individuo, vivendo con un altro, sa: ‘Per molto tempo questa persona è stata lacerata, distrutta, impura, sporcata dalle sue azioni. Non è stata coerente nelle sue azioni. Non ha praticato con coerenza i precetti. È una persona senza principi, non una persona virtuosa e con principi’. E poi c’è il caso in cui un individuo, vivendo con un altro, sa: ‘Per molto tempo questa persona è stata intatta, integra, pura, incontaminata nelle sue azioni. È stata coerente nelle sue azioni. Ha praticato in modo coerente i precetti. È una persona virtuosa e di principi, non una persona senza principi’.
‘È attraverso la convivenza che la virtù di una persona può essere conosciuta, e solo dopo un lungo periodo, non un breve periodo; da colui che è attento, non da colui che è disattento; da colui che è saggio, non da colui che non è saggio’: così è stato detto. E in riferimento a questo che è stato detto.

[2] ‘E’ attraverso il frequentare una persona che la sua purezza può essere conosciuta, e solo dopo un lungo periodo, non un breve periodo; da colui che è attento, non da colui che è disattento; da colui che è saggio, non da colui che non è saggio’: così è stato detto. E in riferimento a cosa è stato detto? C’è il caso in cui un individuo, frequentando un altro, sa: ‘Questa persona si comporta in un modo quando è sola, in un altro modo quando è con due, in un altro modo quando è con tre, in un altro modo quando è con molti. I suoi rapporti precedenti non coincidono con quelli successivi. È falso nei suoi rapporti, non puro’. E poi c’è il caso in cui un individuo, frequentando un altro, sa: ‘Il modo in cui questa persona si comporta da sola, è lo stesso modo in cui si comporta con due, con tre, con molti. I suoi rapporti precedenti coincidono con quelli successivi. Egli è vero nei suoi rapporti, non impuro’.
‘E’ attraverso il frequentare una persona che la sua purezza può essere conosciuta, e solo dopo un lungo periodo, non un breve periodo; da colui che è attento, non da colui che è disattento; da colui che è saggio, non da colui che non è saggio’: così è stato detto. E in riferimento a questo è stato detto.

[3] ‘È attraverso le avversità che la resistenza di una persona può essere conosciuta, e solo dopo un lungo periodo, non un breve periodo; da colui che è attento, non da colui che è disattento; da colui che è saggio, non da colui che non è saggio’: così è stato detto. E in riferimento a cosa è stato detto? C’è il caso in cui una persona, soffrendo la perdita di parenti, la perdita di ricchezza, o la perdita per malattia, non riflette: ‘Così è quando si vive insieme nel mondo. È così quando si ottiene un’identità personale. Quando si vive nel mondo, quando si acquisisce un’identità personale, queste otto condizioni mondane girano insieme al mondo, e il mondo gira insieme a queste otto condizioni mondane: guadagno, perdita, condizione, disgrazia, censura, lode, piacere e dolore.’ Soffrendo la perdita di parenti, la perdita di ricchezze, o la perdita per malattia, egli si addolora, si affligge e si lamenta, si dispera, diventa triste.
E poi c’è il caso in cui una persona, soffrendo la perdita di parenti, la perdita di ricchezza, o la perdita per malattia, riflette: ‘Così è quando si vive insieme nel mondo. È così quando si acquisisce un’identità personale. Quando si vive nel mondo, quando si acquisisce un’identità personale, queste otto condizioni mondane girano insieme al mondo, e il mondo gira insieme a queste otto condizioni mondane: guadagno, perdita, condizione, disgrazia, censura, lode, piacere e dolore.’ Soffrendo la perdita dei parenti, la perdita della ricchezza o la perdita per malattia, egli non si addolora, non si affligge, non si lamenta, non si dispera e non si rattrista.
‘È attraverso le avversità che la resistenza di una persona può essere conosciuta, e solo dopo un lungo periodo, non un breve periodo; da colui che è attento, non da colui che è disattento; da colui che è saggio, non da colui che non è saggio’: così è stato detto. E in riferimento a questo è stato detto.

[4] ‘È attraverso la discussione che il discernimento di una persona può essere conosciuto, e solo dopo un lungo periodo, non un breve periodo; da colui che è attento, non da colui che è disattento; da colui che è saggio, non da colui che non è saggio’: così è stato detto. E in riferimento a cosa è stato detto? C’è il caso in cui un individuo, attraverso la discussione con un altro, sa: ‘Dal modo in cui questa persona affronta una questione, dal modo in cui applica [il suo ragionamento], dal modo in cui affronta una domanda, è ottusa, non saggia. Perché? Non fa affermazioni che siano profonde, tranquille, raffinate, al di là della supposizione, sottili, per essere sperimentate dai saggi. Non può dichiarare il significato, insegnarlo, descriverlo, esporlo, rivelarlo, spiegarlo o renderlo chiaro. È ottusa, non discerne’. Proprio come se un uomo con una buona vista, in piedi sulla riva di uno stagno, vedesse emergere un piccolo pesce. Il pensiero gli verrebbe in mente: ‘Dalla comparsa di questo pesce, dalle onde prodotte, dalla sua velocità, è un pesce piccolo, non uno grande’. Allo stesso modo, un individuo, discutendo con un altro, sa: ‘Dal modo in cui questa persona affronta una questione, dal modo in cui applica [il suo ragionamento], dal modo in cui affronta una domanda, è ottusa, non saggia.’
E poi c’è il caso in cui un individuo, attraverso la discussione con un altro, sa: ‘Dal modo in cui questa persona affronta una questione, dal modo in cui applica [il suo ragionamento], dal modo in cui affronta una domanda, è saggia, non ottusa. Perché? Fa affermazioni che sono profonde, tranquille, raffinate, al di là delle supposizioni, sottili, per essere sperimentate dai saggi. Può dichiarare il significato, insegnarlo, descriverlo, esporlo, rivelarlo, spiegarlo e renderlo chiaro. E’ saggia, non ottusa’. Proprio come se un uomo con una buona vista, in piedi sulla riva di uno stagno, vedesse emergere un grosso pesce. Il pensiero gli verrebbe in mente: ‘Dalla comparsa di questo pesce, dalle onde prodotte, dalla sua velocità, è un pesce grande, non uno piccolo’. Allo stesso modo, un individuo, discutendo con un altro, sa: ‘Dal modo in cui questa persona affronta una questione, dal modo in cui applica [il suo ragionamento], dal modo in cui affronta una domanda, è saggia, non ottusa.’
‘È attraverso la discussione che il discernimento di una persona può essere conosciuto, e solo dopo un lungo periodo, non un breve periodo; da colui che è attento, non da colui che è disattento; da colui che è saggio, non da colui che non è saggio’: così è stato detto. E in riferimento a questo è stato detto.

Queste, monaci, sono le quattro caratteristiche che possono essere conosciute per mezzo di queste quattro [altre] caratteristiche.”

Traduzione in Inglese dalla versione Pâli di Ṭhānissaro Bhikkhu, Handful of leaves, © 2014-2017. Tradotto in italiano da Enzo Alfano.